Linea dura di Aqp: chiusi i rubinetti di oltre 100 famiglie. A Galatina i tagli dopo aver pagato

LECCE- L’Aqp non perdona più: i tagli in tutto il Salento non si fermano da Copertino alle 22 famiglie di Trepuzzi, fino alle famiglie leccesi di via Bari. Ma si potrebbe continuare perché da Gallipoli a Salve c’è la stessa situazione. Sono finite all’asciutto anche 24 famiglie dell’autogestione di Galatina, nel fabbricato di Via Ugo Foscolo: si tratta di Case appartenenti all’ex Iacp, oggi Arca Sud Salento. I contatori di sottrazione non sono stati ancora montati e la situazione è sempre più difficile. A Galatina, però, secondo l’amministratore, Mimmo Ciccarese, dell’Unione Inquilini, l’Aqp Taglia nonostante il pagamento delle rate: “Ero tranquillo perché avevo pagato diverse rate: un versamento a ottobre di 1150 euro, più un altro versamento a gennaio di 584. Ero in regola con i tre versamenti. In mattinata, ho scoperto che il versamento di 1150 (fatto il 10 ottobre) lo hanno incassato come acconto delle vecchie cifre, antecedenti alla rateizzazione delle 29 mila euro da dare in 50 rate da 584”. Insomma, per l’amministratore un colpo basso a cui ha dovuto far fronte pagando altre due rate da 584 euro. Nonostante abbia dato tutto quello che aveva in cassa, l’Aqp ha risposto picche, vuole altri arretrati: 4 mila euro. “A fronte di rate per un totale di 1008 abbiamo 2900 euro pagate da ottobre fino a oggi. Alzano il tiro!”- spiega Cicacrese. I dirigenti Aqp sembrano irremovibili.

Il guaio è che anche i non morosi vengono tirati dentro, perché non ci sono ancora i contatori di sottrazione: quindi, restano tutti all’asciutto, anziani, bambini e disabili compresi. Ciccarese spiega che non è arrivato nemmeno l’avviso di chiusura dell’acqua: tagli improvvisi. Ora sembra che nemmeno le ordinanze dei sindaci abbiano più effetto, perché dopo 2 o 3 giorni viene nuovamente disattivata l’acqua: Aqp fa ricorso. Il Presidente regionale Anaci, principale associazione degli amministratori condominiali, Antonio De Giovanni, afferma che l’ex Iacp dovrebbe mettere le somme che i morosi non mettono, ma, avendo meno trasferimenti, interpreta la legge 10 del 2014 in maniera restrittiva. Infatti, da Arca Sud spiegano che la legge prevede che i soldi vengano messi solo in caso di insolvibilità per forza maggiore e non per qualsiasi moroso. Il presidente Anaci chiede con urgenza un vertice delle istituzioni per risolvere definitivamente la questione.

 

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