Torinese tenta truffa con finta eredità: la suora leccese non ci casca e lo incastra

LECCE- “Sono l’avvocato di una suora che è defunta: vi ha lasciato un’eredità da 120mila euro ma dovreste darmi 2.500 euro per sbrigare le pratiche”. Così un giovane torinese si è presentato al telefono all’istituto “Suore discepole del Sacro Cuore” di Lecce. Era una truffa: non c’era alcuna suora scomparsa, né tantomeno lui era un avvocato. E suor suor Ida Cavallo, responsabile dell’istituto leccese, non ci è cascata ed ha denunciato tutto ai carabinieri, raccontando loro delle numerose telefonate intercorse con il 22enne torinese.
I militari hanno deciso come procedere: suor Ida ha spedito a Torino il vaglia da 2.500 euro, che però è stato segnalato a tutti gli uffici postali e reso identificabile tramite la causale “a danno degli istituti religiosi”.

Quando il giovane si è presentato all’ufficio postale per ritirarlo, era già convinto di averla fatta franca ma a quel punto è scattato il blitz dei Carabinieri, che lo hanno arrestato. Ora dovrà rispondere di tentata truffa. Nessun lascito piovuto dal cielo, era solo un inganno, un becero tentativo di raggiro ma la giustizia divina, e soprattutto la pronta intelligenza di suor Ida, hanno evitato la truffa e incastrato il responsabile.

 

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