“Pizzo come con la mala”, scandalo tangenti in Marina: 7 arresti tra Taranto, Napoli e Roma

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TARANTO – Un “vero e proprio pizzo”, imposto con modalità rigide e con “brutale protervia”, con “danni notevoli sia alle singole imprese che all’intera economia locale, sostanzialmente alla stregua dell’agire della malavita organizzata”. Il terremoto che sta travolgendo la Marina Militare si chiama concussione e ha tra i suoi epicentri Taranto, oltre a Napoli e alla capitale: sette gli arresti, 4 dei quali nella città jonica, tutti tarantini e romani. Attorno all’aggiudicazione dei lavori commissionati da Maricommi, secondo gli inquirenti, c’è stato un giro di tangenti. Il blitz dei carabinieri, in mattinata, ha fatto scattare le manette ai polsi di cinque ufficiali, un sottufficiale e un dipendente civile del ministero. I provvedimenti di custodia cautelare, emessi dal gip Pompeo Carriere su richiesta del pm Maurizio Carbone, lo dicono chiaramente: la tangente imposta era pari “al 10 per cento circa dei profitti”, pena la minaccia di ostacolare la regolare emissione dei mandati di pagamento. È per questo che, per eseguire i lavori di manutenzione e forniture di servizi e materiale, vari imprenditori, stando alle indagini, sono stati costretti “ a versare materialmente al capo del V Reparto di Maricommi, in tempi diversi, più somme di denaro non dovute per importi variabili e altre utilità”. Quelle somme, poi, venivano “distribuite successivamente in diverse parti percentuali secondo gli accordi”.

In carcere sono finiti il capitano di vascello Attilio Vecchi, di 54 anni (in servizio al Comando Logistico di Napoli); il capitano di fregata Riccardo Di Donna, di 45 anni (Stato Maggiore della Difesa-Roma); il capitano di fregata Marco Boccadamo, di 50 anni (Stato Maggiore Difesa-Roma); il capitano di fregata Giovanni Cusmano, di 47 anni (Maricentadd Taranto); il capitano di fregata Giuseppe Coroneo, di 46 anni (vice direttore Maricommi Taranto); il luogotenente Antonio Summa, di 53 anni (V reparto Maricommi Taranto); e Leandro De Benedectis, di 55 anni (dipendente civile di Maricommi Taranto).

Il prologo risale al 12 marzo scorso, quando venne arrestato il capitano di fregata Roberto La Gioia, ex responsabile di Maricommi, a cui fu sequestrata una somma di denaro contante, suddivisa in singole mazzette, per complessivi 44mila euro. da lì si è dipanata la matassa.

“Abbiamo incrementato al nostro interno le attività ispettive e di controllo finalizzate a prevenire e contrastare il fenomeno della corruzione – dicono dalla Marina Militare in una nota ufficiale – a salvaguardia del personale che presta quotidianamente servizio con spirito di sacrificio e senso dello Stato, compiendo il proprio dovere anche a rischio della vita”.

 

 

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