“Salviamo l’orchestra”: parte la raccolta fondi

LECCE-  “Ripartiamo dalla sensibilità, dall’attaccamento, dall’orgoglio e dal senso di appartenenza dei cittadini del Salento che certamente sapranno rispondere in tantissimi e con generosità a questa operazione corale di salvataggio”.  Le parole del presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone aprono ufficialmente “Save The Orchestra”, la raccolta fondi dedicata alla Fondazione Ico Tito Schipa. L’appello va a chi ha a cuore il destino della formazione orchestrale che da decenni rappresenta il Salento in Italia e nel mondo. Cittadini, amanti della musica, studenti, associazioni di categoria, imprese, professionisti, amministratori comunali e non solo possono offrire il loro contributo affinché questo tesoro culturale ed artistico del territorio non rappresenti un capitolo chiuso, ma possa continuare ad avere la vita produttiva, vivace ed intensa che ha caratterizzato la sua lunga storia e che merita di avere ancora. E c’è da fare presto, perchè la fondazione ha tempo fino al 31 gennaio per presentare il programma concertistico 2015 al ministero, per poter accedere alle risorse del Fondo Unico per lo spettacolo, conservando ancora la possibilità prestigiosa di essere considerati “teatro Stabile”. 

Chi vuole offrire il proprio contributo, anche piccolo, può farlo attraverso un bonifico su conto corrente bancario Banca Popolare Pugliese “Save the Orchestra” IT07 Q052 6216 080C C080 1233 594.

Una occasione per il direttore amministrativo della Fondazione, Grazia Manni, con l’obiettivo di smuovere le coscienze dei salentini, sono già partite delle missive, per coinvolgere l’intero territorio, alle imprese locali, ai comuni, alle scuole, in attesa di una sollevazione popolare che consenta alla Ico Tito Schipa di sopravvivere e che salvi 60 posti di lavoro.

“Il Comune ed alcune importanti imprese, che ringrazio, hanno già espresso la loro disponibilità a compartecipare attivamente al “salvataggio” dell’Orchestra”, sottolinea il presidente, Gabellone, “Sono certo e fiducioso che, come in altre occasioni, i salentini sapranno dimostrarsi sensibili e attenti rispetto a questo patrimonio di arte e cultura, aiutandoci così a scongiurarne la definitiva uscita di scena”.

 

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