Finita ufficialmente l’era Mellone: spine e slanci in tre anni di Asl

LECCE- Finite le feste, arriva il mercoledì che segna in ogni caso un cambio di passo importante per la sanità salentina: è finita l’era Mellone nella Asl di Lecce. Il 12 si insedierà il nuovo manager nominato dalla Regione, Giovanni Gorgoni, ma già da queste ore sulla poltrona di direttore generale non siede più Valdo Mellone. In questi giorni di transizione, il timone è nelle mani del direttore amministrativo Antonio Vigna. Come noto, il direttore sanitario Ottavio Narracci, invece, andrà a dirigere l’azienda della Bat.

Terminano dunque, per scadenza naturale, i tre anni e mezzo di mandato del dirigente vicentino. È arrivato a Lecce dopo il periodo di commissariamento traghettato da Paola Ciannamea, in seguito alla bufera giudiziaria della Sanitopoli pugliese, quella che ha travolto anche la precedente direzione in mano a Guido Scoditti.

Tre anni e mezzo in cui si sono alternati slanci e malumori fortissimi; in cui si sono sbloccati cantieri importanti, ma in cui sono rimaste al palo anche situazioni arrugginite da tempo. L’incipit è stato di fuoco: la vertenza Sanitaservice sulle internalizzazioni, gli scioperi sui tetti e i blocchi stradali per gli addetti alle pulizie. Processo avviato, salvo il rischio di un passo indietro, ora, per i dipendenti del servizio informatico. Poi il nodo appalto mense: l’annullamento di una gara anomala, vinta da chi aveva presentato un’offerta al rialzo invece che al ribasso. Tutto da rifare. Ma invece del mese previsto, ci sono voluti tre anni per la pubblicazione del nuovo bando.

È stato anche il tempo dello sblocco atteso da anni del cantiere del nuovo Vito Fazzi, il padiglione destinato alle emergenze-urgenze, un mega appalto da 117 milioni di euro aggiudicato dal colosso delle cooperative rosse CCC, finito al centro di un’inchiesta della magistratura e nel tritacarne di ricorsi al Tar.

Ma sono stati anche gli anni in cui è svanito uno dei progetti ritenuti fiore all’occhiello della sanità pugliese, quello del centro Imid di Campi Salentina, smantellato sì ma con uno strascico giudiziario ancora aperto. Sono stati gli anni dei ferri corti tra Mellone e presidente dell’Ordine dei Medici, Luigi Pepe; quelli dei rapporti per niente idilliaci con le organizzazioni dei lavoratori, con Cgil e Uil che hanno fatto ricorso contro Mellone per comportamento antisindacale.

Gli anni dell’indagine avviata dalla Procura su Narracci, per un presunto utilizzo a fini personali dell’auto di servizio; quelli delle decisioni finite, negli ultimi mesi, al centro di un nuovo scontro: la riorganizzazione dei dipartimenti, il bando per l’ufficio comunicazione. Difficile tracciare un bilancio definitivo. Tre anni intensi e dal volto duplice. E che ora lasciano il passo ad un nuovo capitolo a firma di Giovanni Gorgoni.

 

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