“Il viaggio pianificato e pagato anche 7 mila dollari “ il racconto dei disperati

GALLIPOLI- Hanno pagato fino a 7mila dollari per arrivare fin qui. Destinazione Italia, ovunque volessero portarli, e non Croazia. Questo è certo. Pagamenti avvenuti in uffici veri e propri, anche bancari, in Turchia. Ma i primi contatti li hanno avuti soprattutto tramite Facebook, nella versione araba. “E’ fin troppo facile prenotare”, confessano.

I migranti sbarcati dalla nave cargo Blue Sky M, ormeggiata nel porto di Gallipoli, iniziano a raccontare la loro odissea. Lo fanno mentre procedono le operazioni di identificazione, in una delle tre scuole messe a disposizione dall’amministrazione Errico, ma che non sono bastate a contenerli tutti, visto che un centinaio è stato spostato a Otranto. Dicono di un viaggio iniziato dalla Siria: Damasco, Homs, dalla zona flagellata dall’Isis. Poi il raduno in Turchia: sono partiti nella notte tra il 21 e il 22 dicembre dal porto di Mersin. E sono rimasti rinchiusi dentro la stiva della nave, per tutto il tempo, nelle condizioni che documentano queste loro stesse foto.

L’equipaggio? “Tutti siriani, qualche turco, ma non li abbiamo visti in volto”, dicono. E mentre ci parlano, però, un presunto scafista viene portato via dai carabinieri, sotto i nostri occhi, per essere interrogato.Nella scuola primaria di fronte al municipio, letti da campo, si improvvisa una doccia, i bambini, tantissimi, giocano al sole. Qualche volontario distribuisce succhi di frutta.

Ci chiedono quanto tempo dovranno restare in Italia, quanto serve per il riconoscimento dell’asilo politico: sono ottimisti. “Due, tre giorni?”, domandano. Alcuni sono diretti in Inghilterra, altri nel nord Europa. Sono felici, sorridono, dopo aver toccato terra. Sebbene stremati, dopo tre giorni senza cibo né acqua. Poi, nel sentire i botti di Capodanno, si spaventano: “Bombardano? E’ guerra anche qui?”, ci chiedono. “Perché se è così ce ne torniamo indietro”.

Tiziana Colluto

 

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