Anomalia uranio, la Procura si affiderà a un proprio consulente

ANDRANO- Per sciogliere il rebus relativo all’anomalia dei picchi di uranio e cesio nelle campagne di Andrano, la Procura nominerà un proprio consulente tecnico. L’incarico non è stato ancora formalizzato, ma appare certo che sarà affidato all’ingegnere Antonio Susanna, uno dei due professionisti che hanno svolto la consulenza sul poligono di Torre Veneri a Frigole. Lì è stata certificata l’assenza di uranio impoverito, ma la presenza di “elevate concentrazioni di alluminio” e del piombo, oltre che del Cesio-137, attribuito ai “test nucleari degli anni ’60” e all’incidente di Chernobyl.

Spetterà a Susanna porre fine ai dubbi alimentati dalle conclusioni differenti a cui, relativamente ad Andrano, sono giunti Arpa Puglia e Ministero dell’Ambiente. Un giallo su cui indagano i carabinieri del Noe di Lecce, coordinati dal pm Antonio Negro. Per l’agenzia regionale di protezione dell’ambiente, i valori riscontrati, di poco al di sotto rispetto alla soglia di rischio, sono attribuibili alle caratteristiche geologiche del sito, per la presenza nella crosta terrestre di uranio, mentre il cesio, ritenuto assente in questo caso, deriverebbe al massimo, anche qui, dall’esplosione di Chernobyl del 1986. In ogni caso, non ci sarebbero elementi prodotti da sorgenti radioattive usate nell’industria o nel settore ospedaliero.

A conclusioni diverse, quasi opposte, è giunto il Ministero, in due relazioni diverse, ritenendo i valori di uranio troppo anomali rispetto alla conformazione geologica dell’area, specie nei primi metri di profondità, e confermando, invece, la presenza del Cesio. Attribuendo la causa o al naturale disfacimento della crosta terrestre o a un riempimento di una cavità ad opera dell’uomo. Il prossimo passo dovrà essere la fase dello scavo, per capire se c’è effettivamente qualcosa sotto. È alla luce del risultato che ne deriverà che anche la Asl capirà quali misure adottare. La riunione con Arpa è fissata per il prossimo 12 gennaio.

 

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