Toglieteci tutto, ma non il cibo buono: l’artigianato alimentare resiste alla crisi

LECCE- Di certo, potremmo rinunciare a tutto ma non al buon cibo. Anche in tempi di crisi. Lo dicono i dati sull’artigianato alimentare diffusi dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia: 1471 le aziende nel Leccese, pasticcerie, panifici e gelaterie sono in pole, seguite da chi prepara cibi da asporto. 95 i pastifici, 44 i caseifici, 12 le industrie che producono té, caffé, cacao, condimenti e spezie. Un export pari a 38 milioni di euro per la provincia di Lecce, terzultima, in verità, in Puglia, dove grazie ai 233 prodotti agroalimentari tradizionali il valore commerciale totale delle esportazioni ammonta a 729 milioni.
A farla da padrona qui sono soprattutto i dolci, dalle torte ai panettoni, dai cornetti ai dolci di panetteria, pasticceria o biscotteria. Oltre, ovviamente, ai vini, alle paste alimentari, ai formaggi.  Le rotte sono soprattutto verso Francia, Germania, Regno Unito e Russia. “Tuttavia – Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – non significa che il settore sia immune da problematiche. Basti pensare all’entrata in vigore del regolamento comunitario sull’etichettatura, che non pochi pensieri sta creando alle nostre piccole imprese artigiane, o alla restrizione delle esportazioni verso la Russia”. Proprio per valorizzare le nostre aziende e le loro produzioni la Federazione pugliese parteciperà, dall’11 al 15 giugno prossimi, al “Fuori Expo” organizzato da Confartigianato Imprese in parallelo con la grande esposizione universale di Milano.

 

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