Schiavi del fotovoltaico, udienza rinviata. Provincia, Ugl e operai chiedono i danni

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LECCE- Doveva essere questo il giorno in cui iniziare a porre i punti fermi, a livello processuale, nell’ambito dell’inchiesta sugli schiavi del fotovoltaico nei campi leccesi e brindisini. Invece, sciopero degli avvocati e difetto di alcune notifiche fanno slittare al 7 marzo l’udienza preliminare davanti al giudice Giovanni Gallo. Spetterà a lui decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Alessio Coccioli.

Quindici persone sono accusate di associazione a delinquere, riduzione in schiavitù ed estorsione, favoreggiamento della permanenza irregolare di clandestini sul territorio italiano e truffa aggravata ai danni dello Stato, dopo lo scandalo Tecnova, la società spagnola delegata alla costruzione delle centrali del sole da parte del colosso lussemburghese Global Solar Fund. Saltata l’udienza preliminare, il filtro prima di approdare ad un eventuale processo, non è stata possibile la costituzioni delle parti civili. Tuttavia, hanno fatto sapere che chiederanno i danni la Provincia di Lecce, attraverso l’avvocato Angelo Pallara, 438 operai coinvolti, assistiti dai legali Maria Russo, Salvatore Centonze e Giuseppe Milli, quest’ultimo delegato anche per la Sei-Ugl nazionale.

I fatti risalgono alla primavera del 2011: in centinaia, quasi tutti extracomunitari, denunciarono lo sfruttamento sui campi di silicio, costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno e anche più, sotto il sole o la pioggia torrenziale, con gli stipendi arretrati che scatenarono la prima vera rivolta, a Galatina e nel Brindisino. A loro non sarebbero stati pagati neppure contributi, ferie, malattia, straordinari.

Il clamore suscitato richiese l’intervento a Lecce del Globar Solar Fund, che ha staccato assegni per 6 milioni di euro per pagare le spettanze di 600 lavoratori. “Siamo parte lesa anche noi”, rimarcano oggi dal fondo di investimenti, che aveva affidato l’appalto per la realizzazione dei parchi a Ohl I e Proener, che a loro volta lo aveva subappaltato a Tecnova Italia srl.

Rischiano il processo i brindisini Marco Damiano Bagnulo, 25 anni, Tatiana Tedesco, 28 anni, Manuela Costabile, 27 anni, Cosima De Michele, 59 anni, e Anna Maria Bonetti, 30enne di San Pietro Vernotico; il ghanese Martin Denowebu, 36 anni, residente a Lecce; gli spagnoli Luis Miguel Nunez Gutierrez, 41 anni, Laura Martin Garcia, 34, domiciliata a Brindisi, Josè Francisco Jimenez Luque, 37 anni residente a Merine, Didier Canedo Gutierrez, 22enne domiciliato a Lecce; la cubana Veronica Yanette Alonso Guibert, 36 anni, residente a Surbo; il colombiano Andres Felipe Casellanos Hilguera, 36 anni; il marocchino Brahim Lebhibe, 29 anni. Ancora latitanti i dirigenti della sede brindisina di Tecnova: Fernando Bascunana Martinez, 40 anni, spagnolo, nelle vesti di socio amministratore, e il socio Luis Miguel Castellanos Cardenos, 35 anni, di nazionalità colombiana.

 

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