Ico Tito Schipa a rischio per il pasticcio delle competenze

LECCE- La fondazione Ico Tito Schipa a rischio: la riforma Delrio penalizza anche la cultura. non sono ancora state assegnate le deleghe e da gennaio servirebbero più di 2milioni e 500mila euro per “salvare”, insieme ai circa 120 dipendenti, una delle pagine più ricche di storia e cultura del salento. La Regione ha dato,negli anni , 120mila euro, quanto il Comune di Lecce mentre la Provincia non può più garantire il contributo di 1mln e 400mila euro.

Ma il senatore Dario Stefano punta il dito contro la Provincia di Lecce: “Il mancato rinnovo del direttore artistico da parte del presidente della Provincia impedisce -dice- la definizione della programmazione per il 2015, indispensabile per l’ottenimento del contributo ministeriale (FUS). Un immobilismo da parte dell’organigramma della Fondazione che rischia di essere letale. Tutto appare ancor più incomprensibile sapendo che sono già disponibili i fondi per il 2015: 500.000 euro dal FUS, 120.000 euro dal Comune di Lecce, 300.000 auro dalla Regione Puglia, 50.000 dalla Camera di Commercio di Lecce”.

In realtà il programma alla Regione risulta regolarmente presentato entro i termini previsti (30 ottobre) e per quello da presentare al ministero, per i fondi più cospicui, c’è tempo fino al 31 gennaio. Ma con il pasticcio delle deleghe, non ancora distribuite, non si sa di chi sia ogni singola competenza e l’ “immobilismo” della fondazione è dovuto al fatto che è ancora in attesa di capire come muoversi.lo precisa Grazia Manni dell’ico Tito Schipa che, non scende in polemica ma non e’ certo assimilabile al centro destra.

Perché, i fondi di cui parla Stefano, sono in programma ma, di fatto, ancora non ci sono, a Lecce non sono mai arrivati a partire dai 300 mila euro regionali promessi e previsti, dall’assessore Godelli, ma non ancora disponibili dallo scorso Agosto.

 

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