Il Lecce non fallisce mai gli appuntamenti più attesi

LECCE- Difficile assistere ad una fuga solitaria di una squadra o all’innalzarsi di un muro fra due squadre e il resto del gruppo. E’ un campionato in cui si lotta anche per conservare un posto in Lega Pro, a differenza della passata stagione dove la metà delle società di un girone non aveva un obiettivo da perseguire e imbottiva le squadre di giovani, nella misura richiesta dal regolamento, per attingere al premio valorizzazione.
Nel passato campionato, in questo periodo, il Lecce cominciava a farsi largo e a risalire la china dopo essere rimasto ancorato per un mese intero all’ultimo posto in classifica. Dopo lo stesso numero di giornate il Lecce aveva 18 punti, alla 14^ giornata, ma con con una partita da recuperare, quella contro la Nocerina vinta poi il 18 dicembre.

L’andamento attuale segna un + 7. Ma ciò non basta a imbavagliare i critici più spietati ogni qualvolta il motore della squadra gira a vuoto. Le critiche del dopo Catanzaro possono essere pure condivise, ma vanno rispettate e analizzate con il giusto raziocinio le scelte operate dal tecnico giallorosso, inerme se la squadra o alcuni calciatori disattendono per un tempo o quasi le direttive.

Assorbite le critiche del dopo Catanzaro il Lecce guarda al Benevento, formazione capolista che si differenzia dalla squadra leccese per una vittoria e un pareggio in più che tradotte in casa salentina significa due sconfitte, quelle subite contro Lupa Roma e Messina. Probabilmente il gap numerico non rispecchia il tasso tecnico, almeno quello del Lecce, delle due squadre, ma la differenza sta tutta nell’atteggiamento che risulta determinante in questo torneo che il Lecce sta ripetendo per la seconda volta dopo la bocciatura della prima stagione quando la squadra di Lerda, Toma e Gustinetti sembrava solo di passaggio. Ma tolti i tacchi e indossati gli scarponi per scalare la montagna il Lecce sta facendo registrare ancora qualche errore di valutazione invece di essere cinica, sempre.

E’ solo una ruga, c’è da sperare, su un viso magari non bello ma determinato, freddo e spietato. La tappa di Benevento non è decisiva, ma sarà indicativa sul prossimo periodo che attende il Lecce. In caso di passaggio a vuoto, la formazione leccese scivolerebbe a meno sette dalla squadra di Brini con una marcia successiva che costringerebbe il Lecce a non sbagliare più per non dire addio al primo posto e sperare in qualche passaggio a vuoto della battistrada.

Finora, però, i giallorossi non hanno mai fallito questi appuntamenti di cartello. Sul campo della Juve Stabia poteva arrivare anche qualcosa in più del pareggio. A Salerno il Lecce ha ribaltato i padroni di casa che avevano chiuso in vantaggio il primo tempo. Con la Casertana in casa, partita successiva alla sconfitta di Messina, è arrivata una vittoria e anche un nuovo modulo, il 4-3-3 che Lerda dovrebbe riproporre anche al Vigorito e puntando pressoché sulla stessa formazione di sabato scorso. Forse cambierà qualcosa fra centrocampo e attacco. Il tecnico giallorosso potrebbe dare un tempo di riposo o anche più a Della Rocca schierando ai lati di Moscardelli Doumbia e Carrozza. Lerda potrebbe mettere mano anche al centrocampo dove ha ritrovato Papini (già contro il Catanzaro) e probabilmente riavrà Salvi per la trasferta di Benevento.

 

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