Anziana caduta dalla barella, restano gli indagati ma l’autopsia stabilirebbe: “Decesso per cause naturali”

LECCE- Rita Pellegrino, la donna 84enne deceduta al “Vito Fazzi” la sera del 28 ottobre scorso, a seguito di una caduta da una  è morta per cause naturali legate al suo quadro clinico. L’autopsia escluderebbe il decesso per cause traumatiche.I familiari della donna avevano presentato una querela perché ritenevano che si sia trattato di un caso di malasanità. Da qui l’apertura del fascicolo da parte della Procura che ha portato a iscrivere nel registro degli indagati 7 nomi,  tra medici e personale sanitario che hanno tenuto in cura l’anziana.

Secondo quanto esposto nella denuncia, la donna, malata di Alzheimer, sarebbe morta a seguito degli effetti di una caduta. Vittima di una crisi respiratoria e ipertensiva, è stata condotta al Fazzi e collocata su una barella mobile, le cui spondine erano rotte.

Per evitare che la paziente cadesse dalla barella, le infermiere avevano assicurato le due spondine con una garza elastica. Il rimedio di fortuna tuttavia non è stato sufficiente e – secondo i familiari – le conseguenze della caduta avrebbero provocato la morte della donna. Ma ora l’autopsia affermerebbe il contrario….

Nel frattempo é intervenuto il legale della vittima secondo cui é ancora presto per parlare di morte per cause naturali: mancherebbe all’appello il risultato dell’esame dei tessuti prelevati in seguito all’esame autoptico. Solo grazie a tali risultati, secondo l’avvocato, si potrà stabilire la causa reale del decesso.

Quindi resta ancora tutto in alto mare.

 

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