Università islamica: sfuma l’ex manifattura ma si punta su altri due immobili privati

LECCE- Giampiero Khaled Paladini non si arrende e promette battaglia: nelle prossime ore svelerà tutti i particolari su come e perché è sfumata la trattativa con  Red srl, società proprietaria del deposito ex Tabacchi, dove Confime avrebbe voluto far sorgere l’università islamica. “Il problema non era l’università islamica, ma l’affare che c’era dietro la riqualificazione – spiega – perché il Comune ha minacciato di far saltare il programma e la società proprietaria del capannone ha dovuto fare un passo indietro”.

La Red, in altre parole, è stata costretta a rispettare il programma Integrato di Intervento” votato nel 2011 dal Consiglio Comunale, con l’intento di riqualificare l’ex deposito per avviare attività che  mettano in luce le eccellenze salentine sotto la regia dell’Università del Salento: solo in questo caso può essere mutata in automatico la destinazione d’uso.

Dal Comune di Lecce il messaggio è stato chiaro: con l’Università islamica non si sarebbe proceduto ad alcuna variazione. Giampiero Paladini, dunque, annuncia che si passa al piano B: domani arriveranno i dettagli, ma ci sono già due immobili appartenenti a privati nel mirino, tra cui una struttura vicina al centro. “Abbiamo avuto tante proposte di privati, ora che Red ha fatto un passo indietro – spiega il presidente Confime – Non c’è nessun complotto dietro l’università islamica, il progetto culturale e finanziario è portato avanti da una serie di imprenditori e filantropi. Riusciremo a realizzare l’università a Lecce, perché gli immobili non mancano”.

 

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