Otranto, ok del governo al nuovo porto ma progetto ridimensionato

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OTRANTO- Una giornata storica per Otranto, secondo le istituzioni locali. Il Consiglio dei ministri ha detto sì al nuovo porto turistico che la Soprintendenza aveva bocciato, perché lo ritiene pericoloso per l’identità dei luoghi determinando un mutamento radicale fisico, percettivo e visivo dell’area”.

Tutto sembrava avviarsi verso le solite guerre giudiziarie che si scatenano in questi casi, ma il governo ha deciso di dare il via libera, dando una notevole accelerata all’iter. Con l’ok del Cdm si chiude la procedura di impatto ambientale e si va in Regione per chiudere l’iter burocratico: si passa così alla fase della concessione demaniale alla società richiedente, Condotte d’Acqua s.p.a, che realizzerà l’opera da 45-50 milioni di euro di capitale privato.

Il progetto, però, ha ottenuto il via libera condizionato ad alcune modifiche molto importanti: innanzitutto i posti barca saranno ridotti da 480 a 440, per lasciare libera una parte di specchio acqua “su cui insiste una valenza archeologica segnalata dalla Soprintendenza”, poi sarà necessario allontanare il più possibile l’officina dall’attuale posizionamento, per allontanarla dal parco. Addio anche al parcheggio sotterraneo: resteranno solo quelli a raso. Tra le limitazioni imprescindibili per la realizzazione del porto c’è anche una riduzione dei volumi destinati ai servizi diurni esterni, nei limiti degli standard previsti per legge.

“E’ stato un iter che ci ha obbligati a costruire, giorno dopo giorno, una vera e propria prassi amministrativa nei vari ambiti istituzionali in cui siamo stati chiamati a misurarci per far valere le nostre ragioni. Il nuovo porto consentirà di ampliare le potenzialità turistiche ed economiche creando nuove utili occasioni di lavoro”- ha spiegato il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi.

 

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