Finti manifesti Tap: “Stiamo lavorando per voi”. Rischio movimenti antagonisti

VERNOLE- “Stiamo costruendo un’opera che segnerà per sempre le vostre vite. Chilometri di acciaio percorreranno il pianeta per approdare proprio qua dove si installerà il rubinetto del gas per l’Europa. Dovete esserne orgogliosi”. È l’incipit dei falsi manifesti a firma della multinazionale Tap comparsi in mattinata sui muri di Vernole, Melendugno e Trepuzzi. “Sono manifesti due volte abusivi”, replica la società. Al di là dell’episodio, tuttavia, c’è un rischio concreto che sembra affacciarsi all’orizzonte: quello di calamitare qui i movimenti antagonisti di tutta Italia. Ne avrebbero discusso anche nei giorni scorsi in sede di Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, convocato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Certo, i manifesti potrebbero essere altra cosa, anche se ora bisognerà capire da dove provengono. Quella lunga lettera aperta, ironica, termina con una frase eloquente: “Potrete essere soddisfatti di aver avuto, anche questa volta, la grazia e la pazienza di aver chinato la testa senza fare troppe storie, e sarete tenuti come esempio di mansuetudine dai media di ogni dove. Cari salentini, quella di collaborare è un’opportunità che vi offriamo. Dimostrateci di esserne all’altezza e lasciateci lavorare”.

“Sono manifesti abusivi – spiegano da Tap – perché, come è del tutto evidente dai contenuti, dal linguaggio e perfino dall’uso del vecchio marchio aziendale, si tratta di un falso; e abusivi perché affissi selvaggiamente per ogni dove. Siamo certi che nel giro di poche ore saranno gli stessi sindaci dei comuni interessati a disporne la rimozione”. Così TAP annuncia che valuterà possibili azioni legali.

Ma, si diceva, questo potrebbe essere anche la punta di un iceberg molto più grande. Le analisi dei Servizi segreti, contenuta nei rapporti al Parlamento della primavera scorsa, avrebbero puntato l’indice contro alcune proteste destinate ad assumere crescente spessore, tra cui la mobilitazione dell’antagonismo lombardo contro l’Expo 2015, la contestazione, appunto, di comitati popolari e formazioni antagoniste contro il gasdotto Tap che interessa il territorio pugliese e la questione del recupero ambientale della cosiddetta terra dei fuochi’, tra Napoli e Caserta, oltre, ovviamente, al Tav.

 

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