Regione Puglia bipartisan contro trivelle e “decreto Sblocca Italia”

BARI-  Il presidente Vendola, e la sua giunta, ricorra alla corte costituzionale contro l’art. 38 del decreto legge Sblocca Italia che consente l’immediata autorizzazione alle trivellazioni nel mare di Puglia.
Il Consiglio ha approvato a grande maggioranza un ordine del giorno presentato dal Consigliere di Forza Italia Luigi Mazzei con il voto favorevole dei consiglieri di centro destra, la sottoscrizione malgrado il voto contrario di NCD e l’astensione dei consiglieri Epifani, Pellegrino, Pastore e Mazzarano, contrari 3 del Ncd Lanzillotta, Camporeale e De Leonardis.

Secondo dati dello stesso Ministero dello Sviluppo, il petrolio nei nostri fondali marini non supererebbe però i 10 milioni di tonnellate, pari al fabbisogno nazionale di appena 8 settimane. “Per questo scarso e presunto oro nero, si moltiplicano richieste di concessioni, per quasi 30mila kmq complessivi di aree marine, in un Mediterraneo dove già si concentra più del 25% del traffico petrolifero marittimo mondiale, con un impatto e un inquinamento che non hanno paragoni in tutto il pianeta”.

Attribuendo carattere strategico alle concessioni di ricerca e sfruttamento di idrocarburi, la norma semplifica gli iter autorizzativi e scavalca le valutazioni ambientali, ignorando i poteri riconosciuti dalla Costituzione alle Regioni. Viene anche prorogata la durata delle concessioni, che potrebbero estendersi fino a 50 anni.

Per domani secondo round al centro le circa 400 stabilizzazioni negli assessorati e nelle partecipate regionali e la discussione sulla sfiducia presentata dalle opposizioni nei confronti dell’Assessore all’agricoltura a margine dei contributi dati in manifestazioni in cui figurava la moglie chef.

 

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