Triv e Tap, il Pd chiede il consiglio comunale. Domani il sit – in contro le trivelle

LECCE- Triv e Tap, il Salento è in allarme. C’è voglia di confrontarsi di mettere in campo tutte le istituzioni a difesa dell’ecosostenibilità e dello sviluppo del territorio, anche se in molti si sono svegliati dopo un lungo sonno. Ora c’è anche la minaccia delle trivelle da fronteggiare. La corsa all’oro nero spinge potenti multinazionali fino alle coste di Santa Maria di Leuca, “De finibus Terrae”. Non più uno, ma tre sono i permessi richiesti per cercare petrolio nel mare di Leuca, per ben 2.207 chilometri quadrati, come emerge dai documenti del Ministero dello Sviluppo economico, che ha avviato l’istruttoria il 30 ottobre scorso. A Lecce, Antonio Rotundo chiede che anche il Consiglio Comunale faccia sentire la propria voce.

Il consigliere del Pd invita tutte le forze politiche a marciare unite su questo fronte, “altrimenti si rischia di finire come i capponi di Renzo”.

“Sarebbe un bel segnale politico ed anche simbolico se il Consiglio Comunale, pur non avendo alcuna competenza amministrativa sui due progetti, si unisse nella battaglia che il Salento sta conducendo, con un proprio pronunciamento spero unanime in difesa di un modello di sviluppo ecosostenibile che l’approdo Tap a S. Foca e le trivelle in Adriatico mettono seriamente in discussione”- dichiara Rotundo, annunciando che formalizzerà la richiesta nelle prossime ore. Insomma, il Pd leccese risponde in questo modo alle accuse di contraddizione, lanciate dal Movimento Regione Salento e da Forza Italia, tra le scelte nazionali e quelle locali.

Per Rotundo, infatti, è positivo che gli amministratori anche del Pd si mobilitino contro le scelte “agevolate dal governo”: “L’importante è combattere uniti, senza strumentalizzazioni e divisioni”. E’ quello che succede: malgrado le polemiche tra Pd, Mrs e Forza Italia, domani saranno tutti sul lungomare di Santa Maria di Leuca, sindaci e amministratori, per dire no alle trivelle.

 

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