Scontro Pd, Blasi: “Emiliano mi disgusta”; Antonica: “Ti abbiamo eletto, non siamo vassalli”; Blasi: “Mi cacci?”

LECCE- “La commedia recitata da Vendola ed Emiliano non mi convince. Sono stati sempre a braccetto ed hanno reciprocamente sabotato il partito uno da dentro e l’altro dall’esterno”, parola di Sergio Blasi a proposito delle polemiche che l’ex Sindaco di Bari fa, da candidato alle Primarie contro il Governatore di Puglia.

Ed ancora: “Avete fatto sempre una politica personalistica ed ora Emiliano ha fatto del partito un comitato elettorale e di vassalli”. Durissimo l’ex segretario del Pd e la risposta della numero due dell’ex Sindaco di Bari non tarda ad arrivare: Caro Sergio, scrive Sandra Antonica, non siamo un comitato elettorale , siamo il partito che ti ha eletto ma se la durezza delle tue parole è tale e se il tuo candidato alle Primarie, Guglielmo Minervini, dovesse perdere faresti bene a dire pubblicamente di non voler esser impegnato in prima persona nella campagna elettorale.

Quasi uno sfratto per il consigliere Blasi tanto che, provocatoriamente, risponde con un: che fai mi cacci? C’è una allusione finale nella tua lettera, scrive Blasi, da cui traspare una concezione proprietaria del partito che è esattamente quello di cui parlavo.

Ma ancora reagisce Sandra Antonica: non intendere la competizione delle primarie come una resa di conti interna in un Partito, allusione velenosa della numero due di Emiliano come se, la ferita della non riconferma alla segreteria regionale, fosse ancora una ferita aperta per lo stesso Blasi e poi gli ricorda che il popolo del Pd vuole serenità ed unità malgrado le diverse scelte di candidati per queste primarie ma per Blasi il: “Volemose bene” o peggio con “O ti adegui o non ti candidiamo” non è rispettoso della storia che progredisce proprio grazie alla discussione e alla dialettica interna… quindi, continua Blasi, lascia stare gli iscritti. La differenza rispetto a tanti altri è nel fatto che io non mi nascondo, né mi accodo per convenienza. Sappi, conclude il Consigliere Regionale, non rinuncio a condurre la mia battaglia politica nel partito, come è giusto che sia nei confronti di chi mi sostiene e della mia stessa coscienza”.

 

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