“Il passaporto è falso”: leccese ammanettato e detenuto per un giorno in Germania

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LECCE- Ammanettato, spogliato quasi completamente e rinchiuso in una cella dell’aeroporto di Norimberga. Il motivo: per le autorità tedesca il suo passaporto era falso. L’assurda e bruttissima avventura è capitata ad un commerciante leccese, Roberto Paladini. I fatti risalgono allo scorso anno. Lui si trovava in Germania da parenti e, quel giorno, aveva accompagnato un amico italo-americano che lì ha aperto una pizzeria, a prendere un carico di latticini arrivati in aereo dalla Campania.

Era lui a guidare il furgone dell’amico. Fermato da un poliziotto per non aver rispettato uno stop, come documento di riconoscimento all’uomo in divisa ha dato il passaporto. Dopo una serie di controlli, il poliziotto lo ha condotto in una cella dell’aeroporto, dicendogli che quel passaporto era falso: i caratteri utilizzati per scrivere i suoi dati non sarebbero stati a norma.

Eppure il documento è stato rilasciato dallo Stato italiano e la questura di Lecce non avrebbe fatto nulla di illecito, visto che, con quello stesso passaporto, Paladini era già stato più di una volta negli Stati Uniti, senza avere alcun problema. Tant’è. Dopo aver pagato una cauzione di 200 euro, fu finalmente rilasciato. E oggi ricorda la paura provata e l’umiliazione di aver camminato, in manette, in aeroporto. Affidandosi ad un avvocato tedesco, lui ha intentato una causa contro la Germania, ma la sentenza gli ha dato torto. Lui, nel frattempo rientrato a Lecce, ha dovuto rifare il passaporto a proprie spese. “altro che cittadino europeo -dice- sono stato trattato come un delinquente”. 

 

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