Università islamica, Magdi Allam: “Del tutto contrario. Rischio che sia centro di propaganda”

LECCE- “Sono vittima di un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Giornalisti, letteralmente per “islamofobia”. Il progetto della sedicente università musulmana a Lecce sarebbe a supporto di questo approccio culturale, che partorisce psicoreati come appunto l’islamofobia”: Magdi Cristiano Allam, editorialista del Giornale  non è uomo che le manda a dire. E sull’ipotesi dell’apertura del polo accademico proposta da Giampiero Khaled Paladini, Allam si attesta su una linea di nettissima contrarietà.

Raggiunto da TeleRama, l’ex vice direttore del Corriere della Sera afferma: “Mi rendo conto che 50 milioni di euro sia una cifra ragguardevole, ma da dove vengono – davvero – queste risorse?

Non chiamiamola università – rincara la dose Magdi Allam -: questi progetti fumosi non possono che riverlarsi dei centri di indottrinamento”. Perché? Perché non è motivo di rassicurazione – sottolinea l’esponente del partito di Giorgia Meloni – il fatto che Paladini evidenzi l’apertura del cosiddetto polo accademico ad appartenenti di qualsiasi fede religiosa. Il nodo – continua Allam – è costituito infatti dalla natura della didattica non certo da chi vi potrebbe accedere“.Un’università è per definizione sede di dibattito libero, dove è possibile contestare in radice il fondamento degli insegnamenti impartiti, e questo tratto connaturato a ogni ateneo non sarebbe per nulla garantito da chi è animato da intenti propagandistici”.

“Sono del tutto contrario a questa ipotesi – chiude la firma del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti – ancor più in un periodo storico in cui imperversano i tagliagole, e – aggiunge – i taglialingue – facendo riferimento al “fascicolo” a suo carico aperto dall’Ordine dei giornalisti. L’Italia non deve consentire -tuona – il radicamento di centri di propaganda finanziati da stati stranieri”.

 

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