Lecce2019, rassegnamoci!!! Bari e la politica, stando fermi, “hanno remato contro” ed i giudici non erano marziani

LECCE- La delusione ci fece esser subito lucidi e quando sancimmo la forza della Basilicata e dell’europarlamentare Pittella qualcuno fraintese il messaggio. Ora molti credono a questa ipotesi che non deve esser confusa come se volessimo farne una colpa nei riguardi dei cugini del Sud ma come una responsabilita di quanti, da questo territorio, nulla han fatto.
La capacita dei Materani, con i loro ottimi sponsor, si è concretizzata con l’intelligenza di comprendere i presupposti per spuntarla, noi abbiamo delegato alla Puglia che sino all’ultimo momento è stata divisa su più candidature fruendo della debolezza della politica del Salento.

Ha ragione l’editore Pagliaro, non ce ne vogliate, quando dice: “I commissari europei hanno apprezzato la nostra straordinaria città, ma ci hanno giudicati vecchi, chiusi in una visione aristocratica e barocca della vita, poco moderna, poco reattiva, poco propositiva, troppo artefatta ed esageratamente erudita nella ricerca accademica delle eutopie“. Bastava parlare come si mangia.

Un incrocio maldestro che ha prodotto il risultato che abbiamo sotto gli occhi, con Lecce che si deve augurare adesso di poter collaborare con Matera.

Si, è anche vero questo e se questo dovesse succedere non certo grazie agli illuminati di Torino che hanno costruito il percorso di Lecce2019 ma per una sfida che continua a lanciare Perrone.

Ogni sfida, specie se ha ritorni pari a quasi 50 milioni, non si vince con la inibita spontaneità ma con la mobilitazione dei territori. Lecce aveva le carte in regola ma non hanno voluto giocarsele in Puglia ed in Europa e forse , proprio nel nord di questa Regione, vi erano maggiori interessi affinchè la spuntasse proprio Matera.

Tutti hanno pensato che i giudici Europei arrivassero dalla Luna ma non è cosi. Il loro numero era 13 e di questi 7 nominati dall’Europa e 6 dal Ministero della Cultura Italiana. Tra i sei un uomo dell’ Istituto dell’Enciclopedia Italiana, la celebre Treccani da cui proveniva l’allora Ministro Bray leccese e forse unico responsabile, in positivo, della nostra finale dello scorso 17 ottobre.

Poi tutto è svanito...certo posson esser ipotesi ma certo è che Lecce ha retto sino a quando il Ministro era salentino e poi naufraga per l’assenza degli altri già abbondantemente citati…

Cordialmente Giuseppe Vernalone

 

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