Regionali: le primarie ed il gioco delle tre carte tra F.I., Ncd, Berlusconi e Fitto

minerva

LECCE-  Le primarie fino a qualche anno fa, per l’ex Pdl ed ex ex Forza Italia, erano viste come un’operazione di facciata del centrosinistra, poi in alcuni territori, vedi quelle fatte a Lecce in occasione delle ultime elezioni comunali, sono state la soluzione per rilanciare un centrodestra sbiadito ed ora, in Puglia, sembra che tutti le vogliano per poi tentar di eluderle.

Due candidati ci sono, Marmo e Schittulli, ma la coalizione ancora no ed in più una new Forza Italia bicefala tra chi si impiccherebbe per celebrarle e chi sceglierebbe a tavolino il candidato ma con opposte motivazioni. fitto tace dopo aver detto cerchiamo un candidato tra la società civile, Berlusconi non le vuole, Marmo teme che siano annullate, i fittiani le caldeggiando, per poi dare colpe a Berlusconi in caso di annullamento, oppure portare a casa il risultato di aver riunito il centrodestra come neanche il leader di Arcore poteva immaginare.

Non secondaria è stata la scelta di Schittulli, originariamente contrario, di dire sì alla consultazione forse sapendo che la confluenza sul suo nome, degli alfaniani Cassano e Ferrarese rompendo l’alleanza con Udc , gli potranno garantire la candidatura senza esser tacciato come colui che non gradiva le primarie quindi, in corsa, grazie al risultato politico per riaver riaggregato coloro che eran divisi. D’altrone, l’ex europarlamentare Raffaele Baldassarre non fa che assecondare questa tesi…

È chiaro il gioco delle tre carte per tentare di non scontentare la base sino all’ultimo momento e poi dire: non abbiamo assecondato il volere di Berlusconi ma le abbiamo annullate perchè capaci, in Puglia, di riunire tutti i moderati azione politica, questa, ancora non riuscita anche al Cavaliere.

 

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