Agricoltura: rischio 87 milioni in fumo. Solo Campania e Sicilia peggio della Regione Puglia

BARI- Non bastasse la Xylella, che funesta le nostre campagne, ad agitare i sonni degli operatori del comparto agricolo c’è anche il rischio – concreto – che la Regione debba restituire 87 milioni di euro in quota portafoglio FESR (Fondi europei per lo Sviluppo Regionale).
Perché? Bruxelles pretende, ragionevolmente, garanzie di impiego dei denari che eroga a beneficio delle regioni, filiera che l’Unione europea controlla – nello specifico del settore agricolo – attraverso i PSR, piani di sviluppo rurale. Bene, nel documento di settembre, di cui dà notizia la Rete rurale nazionale, ovvero il programma attraverso il quale l’Italia prende parte al progetto di network continentale del settore, si evidenzia – rispetto alla spesa effettuata dai PSR al 30 settembre scorso – che la Regione corre il pericolo di dover impacchettare e rispedire a Bruxelles esattamente 87 milioni 105mila 257 euro. Un colpo di accetta si abbatterebbe sugli agricoltori pugliesi se Bari non riuscisse a spendere entro il 31 dicembre i fondi messi a disposizione da Bruxelles, complessivamente, nella voce impegno 2007-2012, 789 milioni 660 mila euro.

Il report della Rete rurale nazionale evidenzia che Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e le province autonome di Bolzano e Trento hanno già tagliato il traguardo dell’impiego totale dei fondi comunitari. Tra le Regioni che hanno ancora risorse da spendere, la Puglia è in buona compagnia, ma attenzione, Bari è terzultima rispetto alla mole di finanziamenti sui quali pende la scure del rientro nella cassaforte dell’Unione europea. Peggio della Puglia, infatti, fanno soltanto Campania e Sicilia con, rispettivamente, 143 milioni e quasi 89 milioni e 900mila euro a rischio disimpegno automatico delle somme al 31 dicembre 2014.

Sono cifre enormi, destinate a preoccupare gli operatori del settore: per avere un parametro, si pensi che regioni ampie e non settentrionali come Lazio, Marche e Abruzzo hanno ancora da spendere cifre ben più limitate, tra i 30 e i 21 milioni di euro. Bari batta un colpo, rassicuri fornendo elementi concreti o intervenga subito per scongiurare un rischio che rappresenterebbe al contempo l’ennesimo monumento all’inefficienza amministrativa e, soprattutto, uno schiaffo in piena faccia a tantissimi agricoltori già provati.

 

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