Don Attilio Mesagne: “Sacrosanto il diritto alla sopravvivenza”

LECCE- Un’ape sequestrata dai carabinieri perchè priva dell’assicurazione. L’applicazione sacrosanta di una legge da parte delle forze dell’ordine che hanno fatto il loro dovere, da una parte, dall’altra la disperazione di un uomo che senza quell’ape non può più guadagnare i pochi soldi che gli consentivano di mantenere moglie e figli, di cui uno minorenne.

La storia di Massimo divide e scatena polemiche: se con la sua ape avesse provocato un incidente nessuno avrebbe potuto ristorare la vittima. Senza quell’ape l’uomo non ha da mangiare.  Sono le due facce della medaglia, e di una storia, come tante ce ne sono state negli ultimi anni in italia, spesso con epiloghi tragici, in cui la crisi attanaglia, e la legge non ammette deroghe.

Le parole di don Attilio Mesagne , direttore della Caritas Diocesana che ha voluto incontrare Massimo per offrirgli il suo aiuto sono chiare: il diritto alla vita prevale su tutto.

Non è un riferimento diretto quello di don Attilio, è un messaggio a chi dovrebbe tutelare la persona e la sua dignità , le istituzioni innanzitutto, spesso lontane da una realtà che lui invece conosce bene.

Intanto continua la gara di solidarietà per Massimo: un gruppo di amici, tra cui i titolari del Bar Degli Artisti, in via Trinchese, con un passaparola su Facebook  hanno fatto una colletta e questa mattina gli hanno consegnato il denaro.

 

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