Passera ci riprova in politica con un libro e un movimento: aperta una porta nel Salento

LECCE- Corrado Passera, manager pubblico ed ex ministro, giura che non si tratta del solito partitello messo su da un ex e dice che le sue non sono le solite promesse, ma strategie economiche per rimettere in piedi l’Italia, contenute nel suo libro intitolato “Io Siamo”. Sarà pure vero, ma prima di lui ne abbiamo visti di esperimenti e di partiti che avrebbero dovuto risollevare le sorti dell’Italia: anche Montezemolo ci ha provato, con risultati scarsi. Passera, però, vuole ridare speranza a tutta quell’area liberale che si sente alternativa a Renzi, ora che Forza Italia annaspa e non ci sono più punti di riferimento. “Abbiamo aperto 100 porte in tutta Italia”- avvisa il manager.

Le porte sarebbero contenitori in cui la società civile potrà avere accesso al movimento. Aperta anche una porta nel Salento: i fondatori sono Carmelo Isola e Francesco Stanca. Non sarà facile fare proseliti, perché Passera viene dal flop del governo Monti. Ciononostante l’ex ministro vagheggia di un’Italia con meno tasse ed è fiero delle privatizzazioni che ha portato avanti nella sua breve esperienza da ministro.

Le parole, anche per questo movimento, sono le stesse che si pronunciano in circostanze analoghe, piene di nuovismo: no ai riciclati della politica e cose del genere. Il manager stronca tutte le riforme di Renzi, da quelle istituzionali a quelle sul lavoro, e propone la sua ricetta: “Mettiamo cento miliardi su scuole e porti”. Una soluzione che sa di Keynes. “Sì, ma Keynes buono – replica lui – con tagli alle tasse e alle spese inutili”. Difficile inquadrare con certezza il movimento di Passera, però, i suoi ci tengono a chiarire la collocazione: “Siamo nel centrodestra”.

Ora dovrà convincere gli elettori tra una presentazione e l’altra del suo libro, che l’Ande ha voluto a Lecce, pieno di possibili soluzioni economiche e di analisi su quello che non va in Italia. Intanto, dà la sua lettura sulla vicenda Tap: “Sbagliato lottare contro quell’approdo: a Otranto ne stanno facendo un altro. Sono opere strategiche, necessarie e non pericolose”.

 

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