Tap, è l’ora degli espropri

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MELENDUGNO- Oltre 50 proprietari, 182 particelle, tutte in agro di Melendugno: partono le procedure di esproprio per il gasdotto Tap. L’avviso di avvio del procedimento è il nuovo capitolo contenuto nel Bollettino ufficiale della Regione Puglia del 9 ottobre e rappresenta, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’ulteriore conferma dell’avanti tutta su San Foca da parte della società Tap. Dopo aver incassato l’ok nella procedura di Via da parte del Ministero dell’Ambiente, nonostante il no di quello ai Beni Culturali, un altro sito per far sbarcare il metanodotto appare ancora più improbabile. Nessuna attesa, dunque, neppure per gli esiti della contrattazione avviata, per quanto tardivamente, dalla Regione. Martedì il presidente Nichi Vendola incontrerà l’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, per verificare la reale possibilità di approdi alternativi. Ma mentre a Bari si parla, a Melendugno si opera.

La comunicazione dell’avvio degli espropri, oltre alla procedura di occupazione temporanea dei terreni per il cantiere, arriva direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ci sono 20 giorni di tempo per eventuali osservazioni contro l’apposizione del vincolo lungo gli 8 chilometri che dalla spiaggia penetrano il territorio fino all’area in cui dovrebbe sorgere la centrale di depressurizzazione.

“L’opera è urgente – rimarca il Ministero – in quanto consentirà l’accesso in Italia di una nuova fonte di gas proveniente dal Mar Caspio e specificamente dallo sviluppo del campo Shah Deniz fase II nell’Azerbaijan. La realizzazione del metanodotto di interconnessione incrementerà la sicurezza degli approvvigionamenti di energia per l’Italia”. Dunque, Tap corre. E a conti fatti non pare esserci intenzione alcuna di tornare indietro.

 

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