Caso Imid, indagini e accuse tra Pepe e Minelli

CAMPI SALENTINA- La risposta pubblica all’inchiesta su un presunto abuso d’ufficio nell’ambito della vicenda Imid a carico del presidente dell’ordine dei medici di Lecce Luigi Pepe non si fa attendere. “La Procura faccia luce sull’intera vicenda”, dice Luigi Pepe in una conferenza stampa. Il è nelle mani del pm Paola Guglielmi e del procuratore capo Cataldo Motta. Il nodo della questione è il provvedimento disciplinare che ha portato alla sospensione di un mese per Minelli e le successive dimissioni del responsabile del centro per le malattie immunomediate di Campi Salentina.

“La Regione – ha affermato Pepe – avrebbe potuto far curare i pazienti, ai quali come Ordine siamo molto vicini, trasferendo l’Imid in uno dei sette ospedali della provincia, con ricoveri ‘veri’, senza sotterfugi e artifici e grave pericolo per la salute degli stessi, mancando a Campi tutti i requisiti. Dalle ore 16 alle ore 9 del giorno successivo, nell’Imid la risposta sanitaria ad eventuali bisogni era garantita solo dal 118 come avviene in una normale casa di riposo”.

Pepe ripercorre la vicenda: “Tutto quanto da me evidenziato circa le varie prestazioni, ricoveri ordinari, day hospital etc che la Regione non solo conosceva ma che colpevolmente copriva con atteggiamento omissivo e con grave e ingiustificato sperpero di denaro pubblico, tutto ciò è stato riconosciuto dalla stessa Regione, che ha precisato che quelle prestazioni non erano mai state autorizzate e che la Asl si era invece sostituita a lei”.

La vicenda ha già portato Bari ad occuparsi del caso, con l’audizione di Pepe il 15 aprile dello scorso anno. Anche in quella sede, il presidente dell’Ordine ha ribadito che, a suo dire, al centro venivano attribuite “competenze assolutamente inesistenti (uranio impoverito) oppure potenzialmente gravemente lesive dell’integrità della salute dei cittadini”.

Alla luce di queste nuove accuse Mauro Minelli annuncia clamorosamente, tramite il suo avvocato Giuseppe Terragno di voler rinunciare all’iscrizione all’Albo chiedendone la cancellazione. Mi sento un perseguitato, dice Minelli. Il 4 agosto 2014, la Commissione disciplina presso l’Ordine dei medici di Lecce, ha aperto un procedimento disciplinare, formulando a carico di Minelli addebiti mai prima di quel momento comunicati. E in merito alle esternazioni del dott. Pepe, queste trovano smentita nella nota depositata da Minelli presso la sede dell’Ordine e il cui testo è a disposizione. Il mio cliente, dice il legale, non intende rilasciare pubbliche dichiarazioni, né indire conferenze stampa, avendo investito dei gravi fatti di cui è protagonista la magistratura.

Ma la vicenda non è certo conclusa. Pepe torna anche sugli episodi che sono seguiti alle dimissioni del medico dopo le perquisizioni nel centro Imid, nell’abitazione e nel suo studio privato. Il direttore generale Mellone, dice Pepe, indegnamente ha fatto pervenire al suo dipendente una nota di ‘apprezzamento della Asl e suo personale per quanto dallo stesso fatto e da lui condiviso’. Queste ultime dichiarazioni da parte del gestore della Asl di Lecce – conclude il presidente dell’ordine – andranno all’attenzione del ministro dell’Interno unitamente a copiosa documentazione e copiosissima rassegna stampa”.

 

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