La denuncia: “Segregata nella casa-famiglia”. Le registrazioni portate al giudice

LECCE- Ricordate la denuncia di un padre presunto che vuole incontrare la figlia presunta, ricoverata in una casa famiglia? La ragazza è maggiorenne e capace di intendere e di volere. “Figlia di ragazza madre, ha scelto da sola di entrare in istituto perchè non aveva altro posto in cui stare” –ci spiega l’avv. Cassano– Poi, scoperto il nome del padre, voleva incontrarlo. Lo stesso desidera il padre presunto, che si sottoporrebbe al test del Dna per il riconoscimento della figlia. Ma alla ragazza è stato tolto il cellulare e non le fanno incontrare nessuno”. Ebbene: si è tenuta la prima udienza, ma l’avvocato dell’uomo non è affatto soddisfatta.

Nel nostro servizio vi facciamo ascoltare parte della registrazione (questa sì agli atti) di quel che accadde un giorno di fine dicembre in cui l’avvocato Cassano voleva fare gli auguri di buon anno alla ragazza. La conversazione avviene al citofono della struttura tra il legale ed un’operatrice dell’istituto.

 

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