Attentati al presidente dell’Antiracket, per la Prefettura non è a rischio

ORIA- “Sei un morto che cammina”. Questo il testo della lettera minatoria ricevuta il 17 settembre scorso da Paride Margheriti, presidente dello Sportello Antiracket di Brindisi. E’ l’ennesimo atto intimidatorio nei suoi riguardi. Il quinto, da quando scattò la prima denuncia che portò a 2 arresti ma, purtroppo  anche alla successiva scarcerazione di due persone della criminalità organizzata locale. La foto della lettera minatoria che vedete, è stata  mostrata durante l’ incontro di oggi presso la sede dello sportello Antiracket,  in via Frascata ad Oria.

Ma tra gli elementi emersi in conferenza, uno su tutti è davvero “paradossale”, come lo ha definito lo stesso Margheriti: parliamo del diniego da parte della prefettura di consentirgli il porto d’ armi, perchè ritenuto soggetto non a rischio”. La domanda è cosa deve accadere per avere il sostegno delle istituzioni, quando “il soggetto non a rischio in questione” è il destinatario di quelle parole: “Sei un morto che cammina”? e Margheriti è pure il destinatario di buste con proiettili e di altre numerose minacce. Oltre agli attentati incendiari contro le sue auto.

Ciononostante , il presidente dello sportello, oltre ad aver ringraziato i carabinieri di Francavilla Fontana (unica istituzione a lui vicina, ci spiega), ribadisce l’ importanza, o meglio, l’ urgenza, di denunciare. “è una scelta di vita che rivendico , ma chi ha questo coraggio deve essere tutelato anche successivamente alla fase di denuncia.

Non bisogna lasciare sole le vittime!”: è l’appello di Margheriti che evidenzia “la mancata attenzione delle istituzioni”. Nell’ultimo anno, nella provincia di Brindisi, le denunce per fenomeni legati al racket e all’usura sono pari a zero. dato ricordato recentemente anche dal procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta. e testimonianza del fatto che le vittime hanno paura di denunciare, perchè non si sentono tutelate e temono ritorsioni. Anche il legale di Margheriti , Pasquale Fistetti, ha commentato l’ ultimo episodio.

Esso “si inserisce in una strategia della tensione attuata dai mandanti” e poi, un avviso importante: “Da oggi reagiremo sempre pubblicamente. ogni atto sarà denunciato. per ora restano in corso le indagini che confermeranno gli eventuali legami tra tutti gli episodi. Il cerchio sui responsabili – assicura – si sta comunque stringendo”. “Se accadrà qualcosa di più grave – conclude Margheriti , con tono sereno ma fermo – qualcuno dovrà prendersene la responsabilità”. E poi, con tono invece deluso racconta ci come il comune di Erchie ha negato l’apertura di una sede dello Sportello Antiracket, nonostante tanti siano gli immobili utilizzabili, ma lasciati in stato di abbandono e degrado.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*