Cronaca

Processo “Ambiente svenduto”, il gup rinvia l’udienza

TARANTO- Il processo Ilva slitta al 16 ottobre prossimo. La decisione è stata presa dal gup di Taranto, Vilma Gilli, chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di 49 imputati e tre società coinvolte nell’inchiesta Ambiente svenduto, udienza ripresa in mattina nella palestra del comando dei Vigili del fuoco. Il gup ha deciso di posticipare l’udienza a dopo il verdetto della Cassazione, previsto il 7 ottobre, sulla richiesta  di trasferimento del processo a Potenza avanzata da una quindicina di imputati.

Nulla di fatto, quindi per la richiesta di costituzione di parte civile del Ministero dell’ambiente e della Salute attraverso l’avvocatura dello Stato.
Proprio nelle scorse ore, da Bari , il ministro dell’ Ambiente, Gian Luca Galletti, aveva confermato la costituzione di parte civile da parte del ministero. “Andremo avanti sino in fondo – aveva detto Galletti – e saremo molto rigorosi su questo”.

Il processo vede l’ Ilva accusata di disastro ambientale. Dopo la morte del presidente del gruppo, Emilio Riva, a fine aprile, e’ sceso a 49 il numero delle persone per le quali la Procura di Taranto ha chiesto al gup, Wilma Gilli, il rinvio a giudizio per vari reati. Tre, invece, sono le societa’ coinvolte: Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici. L’ accusa di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale riguarda i fratelli Nicola e Claudio Riva, figli di Emilio e in passato ai vertici dell’ Ilva, ed altri ex esponenti dell’ azienda, tra cui l’ ex direttore del siderurgico di Taranto, Luigi Capogrosso.

Coinvolti, ma per reati diversi, anche il governatore Nichi Vendola (concussione aggravata verso i vertici dell’ Agenzia regionale per l’ ambiente, Arpa), il sindaco di Taranto, Ezio Stefano (omissione di atti d’ ufficio perche’, per i pm, non ha dato seguito alle denunce ambientali fatte in Procura), il direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato (favoreggiamento verso Vendola).

“Il processo AMBIENTE SVENDUTO deve restare qui a Taranto” , afferma  la CGIL di Taranto, che oggi avrebbe dovuto ufficializzare la costituzione di parte civile, si tratta solo di un rinvio tecnico-procedurale. “La nostra costituzione di parte civile ufficializzata nell’aprile scorso – dice Giuseppe Massafra, segretario generale della CGIL di Taranto- è un atto coerente rispetto al lavoro svolto fin qui. L’esito e il luogo in cui si svolgerà questo processo non sono fattori indifferenti perché non esiste presente e futuro di una comunità senza la coscienza della sua storia vera. Storia che la CGIL ha concorso a costruire e che la sentenza di questo processo aiuterà probabilmente a declinare finalmente verso la costruzione di un nuovo modello di sviluppo per Taranto e la sua provincia” .

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