Esami radiologici prenotati fuori budget: migliaia in lista senza copertura economica

LECCE- Un taglio del 30% sul budget manda in tilt le prenotazioni nei centri diagnostici privati accreditati. Migliaia di salentini sono in lista d’attesa per eseguire gratuitamente esami -radiografie, ecografie, tac, mammografie- e invece la copertura economica, di fatto, non c’è. 

Dai centri di diagnostica per immagini di tutta la provincia di Lecce, si chiedono risposte alla Asl che, al momento, tace. Il meccanismo per cui si è arrivati a questa situazione è presto spiegato: la Asl mette a disposizione un budget agli studi privati accreditati. Succede annualmente e intendiamo in un anno solare: si hanno, cioè, tot soldi, da gennaio a dicembre di ogni anno, che servono a pagare gli esami in convenzione, che quindi per il paziente sono gratuiti.

Però questo contratto sottoscritto da Asl e studio radiologico è stato firmato a luglio e i nuovi tetti 2014, retroattivamente, dividono il budget in rapporto alla tipologia delle prestazioni. Ed è allora che i titolari dei centri privati -tutti tranne due- hanno dovuto fare i conti con i tagli. Nella maggior parte dei casi, il budget, a luglio, era già stato quasi interamente utilizzato per soddisfare le richieste di centinaia di pazienti.

A fine agosto, il tetto era già bello che sforato. Eppure, il cup -centro unico prenotazioni- ha già raccolto prenotazioni fino a dicembre e oltre. Cosa succede ora a quei pazienti, in lista magari da oltre un anno?

Vorrebbero saperlo i titolari dei centri accreditati, che si trovano a fare i conti -in senso letterale- con questa situazione. In molti hanno scritto alla Asl e sono in attesa di risposta: “L’applicazione del contratto, firmato per adesione, quindi da voi stilato, ci obbliga oggi ad annullare tutte le prenotazioni in convenzione già effettuate per il resto dell’anno -si legge in una lettera al responsabile dell’ufficio convenzioni”.

In un caso è stato presentato ricorso al Tar -la sentenza è prevista l’11 settembre-; qualcun altro non se la sente di mandar via i pazienti quando arrivano nel giorno stabilito ed esegue l’analisi applicando uno “sconto”; spesso l’esame viene eseguito gratuitamente “Perchè -ci ha detto il titolare di uno studio radiologico- è impossibile far pagare un paziente oncologico, in attesa già da troppo tempo”. Al momento è tutto fermo, ma le liste dei pazienti scorrono e migliaia di esami importantissimi, che scrivono diagnosi che possono salvare la vita, rischiano di essere cancellati.

 

 

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