Turismo cafone e duelli rusticani: subito controlli sulle case “illegali”

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GALLIPOLI- Telefonate, lettere, inviti, defezioni.  La partita di quello che è stato definito il “caso turismo cafone”, a Gallipoli apre di fatto ufficialmente la campagna elettorale. Perchè il botta e risposta, tra l’altro per lo più mediatico, tra amministrazione comunale ed il comitato cittadino di liberazione di bianco vestito, ha un sapore tutto politico. L’ultimo intervento in ordine di tempo è del primo cittadino Francesco Errico, che aveva convocato tre rappresentanti del comitato per un incontro con altrettanti componenti della giunta e con i giornalisti locali.
Al comitato presieduto da Roberto Giurgola, che chiedeva di allargare il tavolo, Errico risponde: ““Credo che l’’Amministrazione il dialogo lo abbia cercato, in primis il sottoscritto, che è passato sopra a pesanti accuse personali ed infamanti che il Comitato continua a rivolgere sui social network dopo averlo fatto sui volantini, ad uso e consumo di tutti. Il Comitato dal canto suo, è interessato solo a puntare l’indice e a giocare al ruolo del giudice censore, non producendo nessuna proposta e rifiutando il confronto, visto che il proprio ambito d’azione resta esclusivamente quello dei social network. È chiaro che non c’’è nessun atteggiamento costruttivo ma soltanto la volontà di attaccare l’Amministrazione: non sono io a pensarlo, ma è lo stesso portavoce che appena ieri mi ha detto, telefonicamente, che la sola opposizione a quest’a Amministrazione è la loro. E questo -dice Errico- sarebbe il Comitato apolitico ed apartitico. Complimenti!””.

Nel mezzo ci sono loro, i protagonisti dell’estate della città bella: gli operatori turistici e i gestori dei lidi, che fanno un bilancio: “La stagione è stata fantastica” dice David Cicchella, del Samsara, il regno del divertimento gallipolino, meta dei giovani di tutta Italia che, da ordinanza sindacala, ha per tutta l’estate chiuso l’attività ogni giorno alle 22,00, scegliendo di non sfruttare la deroga a lavorare fino alle 2,00 di notte applicabile per 9 giorni.

“Qualche disagio c’è stato, ma solo epr un paio di giorni e a livello di pulizia -ammette- ma è normale per un paese che conta 15mila abitanti e che in due giorni si ritrova a fare i conti con 200mila persone. Gli attacchi al sindaco sono assurdi -continua- e fatti da persone che evidentemente non amano la propria città. Invece di divulgare a livello nazionale pochi secondi di immagini pessime, è bene parlare, sedersi attorno ad un tavolo con proposte costruttive”.

Il riferimento è al servizio portato dal comitato su Rai 1, ad Uno mattina. E qualcuno pensa che, probabilmente, dietro ci sia qualche personaggio molto noto che abita a ridosso della movida e che ha facile accesso ai programmi delle tv nazionali. Chi l’imprenditore turistico a Gallipoli lo fa da tre generazioni ed era fino a poco tempo fa in politica, ha le idee chiarissime: per Giuseppe Coppola, sono evidenti -e giuste- le aspirazioni politiche che stanno emergendo dal dibattito.

E allora è bene che il problema venga affrontato in consiglio comunale. “Se la capacità attrattiva di questo territorio, al momento, è indirizzata ai giovani -dice- o si resta legati a questo target (ed io non sono d’accordo perchè secondo me è un fenomeno di moda, che quindi poi passerà), oppure si sceglie di differenziare l’offerta e investire per modificare il target. In questo senso, c’è da lavorare tantissimo e tutto va affidato a professionisti veri del settore. Oggi Gallipoli conta 9mila posti letto e poco meno di 500mila presenze in tutto l’anno e questi sono dati falsi! E dunque il problema sono gli affitti in nero. Il turismo vero, legale, non crea disservizi”.

E allora la risposta si risolve in una domanda: il sindaco ha fatto eseguire gli accertamenti nelle abitazioni affittate illegalmente, ad esempio a Baia Verde, dove appartamenti di 60 metri quadri vengono letteralmente “riempiti” di letti? Su questo si gioca la partita, da vincere entro l’estate 2015.

 

 

 

 

 

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