La storia di Reteb: “Se torno in Siria mi ammazzano”

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LECCE- Reteb  ha sempre vissuto nelle campagne di Damasco in Siria, terra sconvolta da una sanguinosa guerra civile, ma nel marzo del 2013 ha deciso di scappare insieme alla sua famiglia, per dare un futuro migliore ai suoi due bambini. Tante le storie simili alla sua e aumentano sempre di più i rifugiati politici che scelgono l’Italia come prima meta per salvarsi la vita. Reteb ha preso tutti i risparmi ed è venuto in Italia. Come lui tanti altri siriani: a Lecce, nell’ultima settimana, ne sono arrivati altri 12. “Se fossi rimasto in Siria, oggi sarei un uomo morto”- dice. Lui ha deciso di schierarsi contro Assad, ma nelle zone calde della Siria nessuno può stare tranquillo.

Reteb, dopo l’odissea vissuta nel suo paese, deve combattere la guerra per la sopravvivenza anche in Italia, nonostante sia un rifugiato politico e le leggi gli garantiscano assistenza e cibo. Reteb ha sempre fatto il falegname, ma ora non riesce a trovare nulla: ha lasciato la casa a Neviano che gli era stata assegnata, perché dice che era troppo isolata ed ora cerca un lavoro, perché spiega che con 30 euro al mese non riesce a sopravvivere.

Attraverso le nostre telecamere rivolge un appello alle istituzioni perché qualcuno lo aiuti.

 

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