Provinciali, trattative in alto mare tra Ncd e Forza Italia

LECCE- In settimana il Nuovo Centrodestra si riunirà a livello provinciale per decidere la strategia per le elezioni del presidente della Provincia. In attesa dei decreti attuativi che chiariranno nel dettaglio le funzioni dell’ente svuotato, continuano le trattative tra i partiti. Quelle tra Forza Italia ed Ncd sono sempre più in alto mare: al dialogo si sono sostituite le schermaglie, come quella tra Congedo e Marra.

Il forzista non aveva gradito le critiche alle “primarie imposte da Forza Italia” e ha dichiarato che il consigliere provinciale non ha nessun titolo per parlare a nome degli alfaniani. “Sono uno dei 300 delegati a livello nazionale che hanno votato la fusione con Udc e Polpolari – chiosa Marra – faccio parte della direzione regionale che ha detto no alle ‘primarie muscolari’”. Insomma, la via del dialogo è ancora lontana a livello provinciale e lo stesso Gabellone spiega che, nonostante le aperture del suo partito, è tutto fermo.

Il motivo è chiaro: non sarà facile l’accordo tra le due anime che popolano il Nuovo Centrodestra. C’è chi, infatti, vorrebbe chiudere un’alleanza con gli uomini di Fitto e chi preferirebbe una posizione più autonoma, che, a seconda delle occasioni, permetta di trattare con la sinistra. L’Udc, che dovrebbe federarsi con gli alfaniani, ha già avviato le trattative con i democratici e questo avrà un peso anche a livello regionale. Nella Provincia di Lecce Piconese mercoledì radunerà i 24 sindaci e si discuterà anche delle concessioni da fare ai centristi. Non è molto diversa la situazione a livello regionale, dove sono in stallo le trattative tra alfaniani e forzisti. Nel centrosinistra invece si procede con più speditezza: gli alleati anti- Emiliano hanno compreso che le regole non cambieranno. Non è servito nemmeno l’appello di Vendola: ci sarà un turno unico.

“A Emiliano non conviene il doppio turno e purtroppo non credo che riusciremo a modificare le regole decise al tavolo di centrosinistra”- spiega Minervini. Siccome le regole decise e sottoscritte difficilmente cambieranno, Elena Gentile, che ha sempre detto di attendere le regole per capire se candidarsi o meno, probabilmente non scenderà in campo, anche se la tentazione resta. L’eurodeputata civatiana continua a dire di non aver rinunciato del tutto all’idea di correre come governatore della Puglia, ma oltre alle perplessità dei civatiani, che dovrebbero sostenerla, c’è il fatto che le regole stabilite per le primarie difficilmente cambieranno.

 

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