La Fiera del Levante non attrae gli investitori. Si cerca il perchè

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BARI- Il primo bando è andato pressoché deserto. Nessun grosso investitore della zona ha voluto buttarsi nella gestione delle aree della Fiera del Levante di Bari.
Il bando, ormai scaduto, consegna un clima di generale scoramento. Si guarda da lontano ma non ci si butta esponendosi fino in fondo. Forse troppi, ancora, i rischi e quindi meglio astenersi da eventuali iniziative. Per questo ora il CdA della Fiera ha colto al volo la proposta avanzata dalla Grant Thornton, società di revisione ed organizzazione contabile, che effettuerà a titolo gratuito un sondaggio per capire quanto valgono le aree la cui gestione si vuole affidare ai privati.

La società si è affacciata sul capoluogo dopo essere stata contattata da alcuni clienti interessati ad una ricerca di mercato. Sarà utile a capire quali sono le richieste, cosa vogliono, in buona sostanza, gli imprenditori per potersi convincere ad investire nell’Ente. E ripartire da quelle, da una base concreta e non solo ipotizzata, per rimettere a disposizione le aree interessate.

Contemporaneamente il Cda stesso cercherà di capire perché quel bando aveva poco appeal. Ciò che prevedeva era la possibilità per i privati di gestire la Fiera per 30 anni, prorogabili, con un vincolo, il divieto di aprire esercizi commerciali. La parte espositiva deve essere garantita per almeno il 40% della superficie in gestione e un’altra clausola era il doversi fare carico di alcuni lavoratori attualmente sulle spalle dell’Ente Fiera. Il tutto senza alcun obbligo di fidejussione.

Bisognerà, dunque, capire al termine del sondaggio cosa ha scoraggiato gli investitori. Se i 30 anni, l’obbligo espositivo o il dover assumere i dipendenti della Fiera.

Argomento, questo, che da mesi è al centro delle trattative tra l’Ente e i sindacati. 67 dipendenti, molti dei quali con inquadramenti e stipendi a dir poco generosi, sono oggettivamente un lusso che Fiera del Levante non si può più permettere. Per riuscire a pagare gli stipendi e portare a termine il piano di ristrutturazione, la Regione nelle scorse settimane ha erogato i primi 5 dei 9 milioni di euro che, ancora una volta, ha concesso all’Ente e senza i quali la Fiera sarebbe stata liquidata.

 

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