“Nessun rinforzo, promesse tradite”: poliziotti in protesta

LECCE- I rinforzi promessi sono arrivati, ma solo quelli temporanei. Resta il problema nevralgico di dover coprire i buchi nell’organico della polizia. “Le promesse, pure fatte dal viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, sono state tradite”, dicono con rabbia e rammarico i sindacati. Sul piede di guerra ci sono i segretari nazionale, regionale e provinciale del Silp Cgil, Pietro Colapietro, Raffaele Rampino e Antonio Ianne. La tabella del dipartimento di pubblica sicurezza, infatti, ha svelato che nella cospicua previsione di avvicendamenti degli agenti e assistenti, la provincia di Lecce non ha beneficiato di alcun rinforzo.
È un discorso diverso e parallelo rispetto a quello legato all’emergenza estiva. Per i due mesi di luglio e agosto, su sollecitazione del Prefetto, sono state inviate complessivamente 51 unità, di cui 10 della Polizia di Stato destinate ad incrementare l’organico del Commissariato di Gallipoli e 41 dell’Arma dei Carabinieri,distribuite sulla scorta delle necessità dell’intero territorio provinciale.

A fine mese, però, ognuno tornerà alle proprie sedi. E, nel frattempo. “Bubbico ci aveva detto che avrebbe fatto arrivare qualcuno in maniera definitiva – dice Antonio Ianne, segretario provinciale del Silp – . Quando ci sarà la seconda ondata di aggregazioni per la questura di Lecce? Lavoriamo in condizioni impreviste e insopportabili: negli ultimi anni l’organico si è ridotto da 800 a 500 agenti”. Insomma, ci si aspettava che la situzione venisse affrontata di petto. Invece, quella appena scoperta è una “scelta che appare inaccettabile”.

Si parla duramente “di sicurezza a intermittenza, pronta ad attivarsi sotto forma di operazione di facciata con pochi rinforzi estivi per la soddisfazione degli organi d’informazione e rimane in stand by quando i riflettori si spengono e i turisti vanno via, come se per i residenti il diritto alla sicurezza fosse minore di quello di coloro che giungono nel Salento per le vacanze. Ulteriore delusione – continuano dal sindacato – deriva dal fatto che, anche in occasione di incontri ufficiali svolti a Lecce nell’ottobre del 2013 e lo scorso maggio, le problematiche erano state rappresentate, ampiamente condivise e fatte proprie da personalità del governo nazionale e delle istituzioni locali tanto da garantire formale, personale e assiduo impegno per l’invio definitivo di rinforzi che rimpinguassero strutturalmente gli organici della provincia”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*