Solo 2 milioni di euro per il piano “Salva ulivi”, diluvio di reazioni

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LECCE- Chiuso il consiglio regionale, si apre la partita delle polemiche: il battibecco politico è tutto centrato sulla parte di fondi prima accordata e poi volatilizzata per il piano salva ulivi. All’appello mancano due milioni di euro, la metà di quelli che dovevano costituire lo stanziamento base, in base all’ok dato in Commissione bilancio all’emendamento di Forza Italia.
“Sono rammaricato per la bocciatura”, dice il vice capogruppo vicario di Forza Italia, Erio Congedo, che però lascia aperte le porte: “sono certo che si sia trattato solo di uno svarione che sarà sanato nel primo Consiglio regionale utile. A riguardo le dichiarazioni dei colleghi del centrosinistra e in particolare di Losappio e Disabato sono assolutamente confortanti”.

Toni decisamente più accesi quelli di Luigi Mazzei, consigliere regionale di Fi e primo firmatario dell’emendamento: “Si è votato più per l’affossamento dell’olivicoltura salentina e pugliese che per l’assestamento del bilancio regionale! È inutile girarci intorno. Avevamo suggerito alla giunta Vendola ed al centrosinistra anche i capitoli di spesa da cui recuperare ulteriori due milioni di euro da mettere a disposizione della battaglia contro il batterio Xylella. Niente di tutto ciò: la maggioranza, compatta, ha detto no. Grave che ad andare contro gli interessi degli olivicoltori salentini siano stati anche i consiglieri regionali Pd della nostra provincia”.

A Mazzei risponde a muso duro il democratico Sergio Blasi: “Se questa proposta presentata dal centrodestra non è passata è per l’assoluta assenza di indicazioni su come impiegare i fondi. Tutto ciò era condito da confusione e da un tentativo strumentale e demagogico di attaccare il centrosinistra. Una iniziativa sensata, dunque, è stata trasformata in propaganda pura. E dunque giustamente bocciata. Accanto a questo c’è però l’impegno di procedere all’approvazione, nel prossimo Consiglio regionale, di una legge che preveda l’aumento dello stanziamento per contrastare l’emergenza Xylella, per essere destinato in primis a risarcire i vivaisti e poi per il potenziamento della ricerca, coinvolgendo le migliori università italiane”.

Gli strali politici si consumano sul terreno minato di un’agricoltura che langue e, soprattutto, priva di riferimenti chiari. Allo sbando soprattutto ora, dopo la decisione della Ue del 23 luglio scorso di procedere all’eradicazione di tutte le piante infette.

Dal mondo del comparto, Fabio Ingrosso, presidente Copagri, tuona: “La decisione di abbattere gli ulivi disseccati, da sola, non serve a risolvere la problematica. Il nodo a monte è un altro, ovvero l’insetto che funge da vettore alla malattia stessa. Si possono eliminare tutte le piante del Salento, ma se non vengono presi provvedimenti alla base, il rischio è quello di effettuare pulizie a vuoto”.

 

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