Consiglio comunale: non passa l’avviso bonario, la discussione sui 76 milioni di tasse non riscosse

LECCE- Su 81 milioni totali, il Comune di Lecce riesce a recuperane solo 24 di tasse. L’opposizione in Aula ha manifestato preoccupazione sia per l’evasione che viene alla luce con questi dati, ma anche per la scarsa incisività dell’amministrazione leccese nel raccogliere le tasse. Salvemini ha accusato il Comune di spendere molto e male e ha citato l’allarme lanciato dai revisori. I dati sono preoccupanti anche sull’Ici dove su 31 milioni ne sono stati riscossi solo circa 8.

Nell’ultimo hanno su 76 milioni di Ici e Tarsu ne sono stati riscossi solo 14. Monosi ha replicato che per 35 milioni non sono cominciate ancora le attività di recupero, ma presto si avvieranno forme di recupero coattivo affidate alla Soget. Tra gli argomenti all’ordine del giorno anche quello sul grattino scaduto: respinta la mozione sull’avviso bonario proposta da Ripa.

“Si seguirà il suggerimento dell’Anci – ha dichiarato il consigliere di Puglia Protagonista Monticelli Cuggiò – che ha scelto di confermare, nel caso di sforamento dell’orario, l’applicazione del codice della strada”. Quindi, il Comune si attiva al recupero seguendo le procedure stabilite dalla legge. Il ministero delle Infrastrutture ha un’opinione diversa, perché ritiene che si debba far pagare il tempo di sosta dell’intera giornata più una penale. Monticelli Cuggiò ha chiesto di aderire alla linea dell’Anci, perché esiste una grande confusione in materia e la maggioranza ha votato per questa soluzione. Con un delibera di giunta si procederà a regolare la materia del grattino scaduto: sarà prevista una tolleranza di 15 minuti, e nel caso di superamento, si applicherà l’articolo 7 del codice della strada, sanzione di euro 25, che viene ridotta a 17 euro se pagata entro 5 giorni.

Per Ripa, del Nuovo Centrodestra, è l’ennesima occasione persa: “Una stangata per le famiglie salentine, il Comune fa questa scelta solo per fare cassa”.

Approvato all’unanimità invece il regolamento comunale per la manomissione del suolo pubblico. Spesso al fine di manutenere i vari sottoservizi urbani (condotte idriche e fognati, reti elettriche telefoniche, gas e altro n i gestori di tali utenze manomettono tratti di suolo pubblico interessati dall’interramento.

Non potendo controllare, per carenza di personale, i ripristini nonostante i continui interventi di Enel, Telecom, Aqp e altri soggetti, l’Assessorato ai Lavori Pubblici ha previsto un deposito cauzionale a garanzia della corretta esecuzione dei lavori: si tratta di un deposito commisurato all’area di intervento e alla tipologia di pavimentazione manomessa. Per L’assessore Gaetano Messuti l’approvazione all’unianimità di questo regolamento permetterà il rispetto delle regole e interventi di ripristino a perfetta regola d’arte. 

 

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