Progetto Eni Tempa Rossa, alla prova del Consiglio

minerva

TARANTO- Una catena umana ieri mattina, organizzata da associazioni, comitati, movimenti e liberi cittadini, in appoggio al Movimento Stop Temparossa, presso Lido Azzurro, alle porte della città di Taranto. I tarantini hanno protestato contro il progetto che prevede la costruzione di due nuovi depositi di carburante Eni, per stoccare gli idrocarburi estratti nell’impianto lucano di Tempa Rossa.
«Darebbe il definitivo colpo di grazia ad uno sviluppo alternativo del territorio jonico che sogna e ambisce certamente ad altro- dicono -rispetto all’ormai evidente progettualità che si muove seguendo una “ragion di stato” incurante della salute e del benessere dei cittadini di Taranto e della sua provincia». La realizzazione di questi serbatoi determinerebbe il traffico delle navi petroliferi a discapito dell’ambiente. Intanto dal Governo sostengono che il progetto Tempa Rossa va realizzato, in quanto non è possibile rinunciare ad un investimento da 300 milioni da parte di ENI.

«Queste dichiarazioni – hanno aggiunto i gli ambientalisti – dimostrano tutta la miopia delle più alte Istituzioni verso un territorio già ampiamente violentato dall’Ilva, dalla Cementir e dalla stessa Eni dato che il carico inquinante aumenterebbe come da dichiarazioni rese dalla stessa azienda».

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*