Omicidio Faggiano, ingegnere ucciso per una rapina: perchè l’assassino era libero?

FAGGIANO- Aveva quasi ammazzato una prostituta nigeriana. Era il 2009 e l’aveva ridotta in fin di vita accoltellandola alla gola. Era stato condannato per questo eppure Cosimo D’Aggiano, 45enne di Sava, affidato ai servizi sociali, era libero di muoversi. Alle spalle una serie di episodi violenti che non sono bastati a tenerlo dietro le sbarre. Tornato libero ha ucciso a sangue freddo un uomo innocente, lo ha lasciato morire solo per rapinarlo.

Un omicidio che lascia l’amaro in bocca quello di Cataldo Pignatale, l’ingegnere elettronico di 45 anni massacrato nelle campagne di Faggiano dopo essere stato sequestrato sotto casa, Taranto, tenuto sotto scacco da quell’uomo in stato confusionale, con la mente offuscata dalla droga.

Un omicidio efferato che il killer ha raccontato agli inquirenti subito dopo la cattura. Ha confessato di averlo ucciso con fendenti alla gola e al volto. “ Volevo rapinarlo” ha detto “poi la cosa è degenerata”.

A bordo del Suv della vittima, costretta ad imboccare la periferia di Palagiano con l’arma puntata alla gola, si è scatenato l’inferno. Il tentativo dell’ingegnere di reagire ha provocato la furia di Cosimo D’Aggiano che lo ha prima sfregiato con un taglierino, poi lo ha sgozzato. Prima di fuggire gli ha tolto i vestiti per ritardare l’identificazione o per far credere che si trovasse in quel luogo, frequentato da prostitute, per altri motivi. E invece la vita irreprensibile del 45enne non ha lasciato dubbi sul fatto che fosse rimasto vittima di un folle.

Quando i carabinieri hanno fermato D’Aggiano, aveva ancora i vestiti sporchi di sangue.Già dall’alba erano sulle sue tracce. Era affidato ai servizi sociali, dicevamo, poteva muoversi liberamente e poi rientrare a casa alle 22 della sera. Tutto il tempo per completare una faccenda rimasta in sospeso 5 anni fa, quando la prostituta si era miracolosamente salvata. Questa volta non è andata così.

 

 

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