Tasi e Tari, come difendersi dai salassi

LECCE- La Tasi è una tassa sui servizi indivisibili e grava anche sulla prima casa: si pagano tutti i servizi che si offrono alla collettività, come l’illuminazione pubblica. Il guaio è che è come se fosse stata reintrodotta l’Imu. Il Comune di appartenenza può deliberare un’aliquota massima del 2,5 per mille, che può essere aumentata dello 0,8, arrivando ad un aumento complessivo del 3,3 per mille.

Il Comune di Lecce delibererà entro il 10 settembre e la prima rata della Tasi potrà essere pagata entro il 16 ottobre. Quando il comune stilerà il regolamento su questa tassa, dovrà indicare in maniera specifica i costi che si andranno a coprire con le entrate, pena l’illegittimità del regolamento.

Il comune può decidere di non deliberare entro il 10 settembre, in questo modo i cittadini potranno pagare entro il 16 dicembre con un’aliquota minima, ma al comune questo non converrebbe, perchè perderebbe molti soldi. La Tasi è una tassa legittima. Secondo l’avvocata Maria Leo, esistono diversi profili di illegittimità, perché la Tasi non è che una duplicazione dell’Imu, che resta comunque sulle seconde case, con il risultato che sulle seconde case si pagheranno Imu e Tasi insieme, mentre sulle prime case è stata tolta l’Imu, ma si paga la tasi: quest’ultima tassa, esattamente come l’altra si calcola sul valore dell’immobile.

La politica ha fregato il contribuente un’altra volta, cambiando il nome al tributo non cambia la sostanza, anzi di paga di più. Come bisogna comportarsi per fronteggiare questo nuovo salasso: l’unica via è quella del ricorso alla Commissione tributaria, dove si può chiedere la disapplicazione del regolamenteo comunale che presenti profili di illegittimità, quando non elenca in maniera analitica la copertura dei costi e quando la maggiorazione dello 0,8 per mkille non venga destinata alle detrazioni per le abitazioni principali. Resta il fatto che in un grave periodo di crisi si chiede anche al contribuente debole di versare di più. Intanto, i contribuenti salentini hanno già fatto i conti con la Tari, un’altra sigla prima sconosciuta che riguarda il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Il Comune di Lecce ha già inoltrato gli avvisi di pagamento pur non avendo deliberato le nuove aliquote per l’anno 2014: sono state inoltrate le prime tre rate sulla base di quanto pagato a titolo di Tares nell’anno 2013. Il Comune di Lecce dovrà fare una delibera che prevede il conguaglio e invierà la quarta rata.

Il contribuente, ad oggi, non sa quanto dovrà pagare per il 2014. Si rischia un salasso a dicembre con il conguaglio. Dagli studi preliminari sembra che per bar e attività commerciali ci sia un aumento spropositato. La legge di stabilità aveva escluso dalla tari coloro che producevano rifiuti speciali, in quanrìto provvedono autonomamente allo smaltimento, ma una successiva legge ha provveduto a passare dalla totale esclusione alla riduzione.

Come impugnare? L’avviso di pagamento della tari può essere impugnato dalle aziende che smaltiscono in proprio, dimostrando che non si usufruisce del servizio comunale. Studi professionali e aziende possono impugnare la tari per esclusione totale e vizi di legittimità dell’atto stesso: mancanza di motivazione. Le cartelle sono poco chiare, non è facile capire quale sia il calcolo e il regolamento. Cartelle Tari poco chiare e incomprensibili per chi non è del settore. Il contribuente deve andare all’ufficio tributi per chiedere spiegazioni: è necessario capire quello che si sta pagando e perché, ma soprattutto potrà impugnarlo in commissione tributaria in caso di calcolo poco chiaro.

 

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