Cronaca

Annegato senza nome, investigatori si concentrano su Dna e impronte

BRINDISI- Prelevate le impronte digitali e il Dna sull’ uomo ancora senza identità, riemerso cadavere dalle acque del Porto di Brindisi, la sera del 2 luglio scorso. Gli unici due elementi nelle mani degli investigatori. Chi era quest’uomo? Inquietante il fatto che, a distanza di quasi una settimana, ancora nessuno lo abbia cercato o identificato.

Per facilitare il riconoscimento , il pm Milto Stefano De Nozza ha fatto diramare la foto del volto del cadavere.

foto corpo

Aveva circa 65 anni, capelli brizzolati, indossava polo celeste e pantaloni. Abiti con etichette made in italy. Anche l’aspetto, i lineamenti fanno pensare che l’uomo fosse di nazionalità italiana. Dai fondali non sono riemersi elementi utili al riconosciemnto. I sommozzatori dei vvff non hanno trovato nulla: chiavi, portafogli, bigliettini. Niente.

Nessuna traccia neanche in zona porto. Non sono stati trovati mezzi abbandonati. Effettuata intanto anche l’ autopsia dal medico legale Antonio Carusi su delega del pm brindisino. Annegamento è la causa del decesso, secondo il professionista, per il quale il corpo è rimasto in acqua per circa 3 ore. L’uomo sarebbe caduto accidentalmente in mare.

È esclusa l’ipotesi del malore. Ma perchè nessuno cerca quest’uomo? È davvero un mistero. Pare che nessuno sappia che vita facesse. Se lavorasse e se avesse famiglia. Fatto sta che nessuno sembra aver notato la sua morte. Il che fa immaginare un’esistenza fatta di grande solitudine e abbandono. Le indagini continuano.

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