Federbalneari, 90 firme per il controllo di legalità su tutti i fornitori

LECCE- Dopo l’incontro del 27 maggio in Prefettura, 90 balneari hanno deciso di firmare il protocollo “e-state in legalità”: adesso tutti i fornitori saranno controllati in maniera più stringente. A dare la notizia, in mattinata, il presidente Federbalneari Salento, Mauro Della Valle.

I casi di cronaca, che hanno messo alla luce una realtà inquietante, hanno convinto tutti che è necessario alzare la guardia per impedire infiltrazioni mafiose ed estorsioni che hanno interessato alcuni lidi del Salento. Così sono arrivate 90 nuove firme per sbarrare la strada alla criminalità nell’economia turistica.

Il protocollo voluto dalla prefetta, Giuliana Perrotta, si snoda su due assi: il primo estende tutte le verifiche previste dalla normativa antimafia alle autorizzazioni e licenze rilasciate dai Comuni nel settore turistico; il secondo prevede che le certificazioni antimafia, solitamente previste per le aziende che hanno rapporti con le pubbliche amministrazioni, interessino anche quelle private attive nel turismo balneare. Ogni gestore di lido lavora con almeno 20 fornitori: ora quelle aziende verranno controllate. Solo i fornitori “puliti” potranno continuare a lavorare con chi ha sottoscritto questo nuovo protocollo. I gestori potranno fregiarsi di un marchio di legalità ubicato all’esterno dello stabilimento.

“Si tratta del simbolo di un impegno contro la criminalità e contro le infiltrazioni mafiose: la testimonianza che un nutrito numero di balneari ha voglia di fare sul serio e di impegnare tutte le proprie energie per tenere lontani gli interessi della criminalità” – ha spiegato Della Valle.

“Non mi risultano molte adesioni, visto che il testo del protocollo nei giorni successivi alla firma in Prefettura non era stato ancora trasferito a tutte le associazioni” – commenta Vito Vergine, presidente del Sib di Confcommercio. Ad alcuni gestori non piace l’irrigidimento dei controlli e della burocrazia e chiedono, piuttosto, maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine.

 

 

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