Consiglio provinciale, ultimi atti prima dello svuotamento

LECCE- Sono gli ultimi giorni prima della fine per la Provincia: c’è amarezza tra consiglieri e assessori. Il Consiglio ha deciso di adeguare la disciplina dei contratti alla disciplina nazionale: i dirigenti potranno chiudere autonomamente contratti relativi alle forniture delle province entro la soglia di 40 mila euro.

Solo grazie al Pd è passato questo adeguamento: la maggioranza era distratta. “Ancora una volta abbiamo dimostrato di essere un’opposizione responsabile rimanendo in Consiglio a votare mentre la maggioranza latitava”- ha tuonato Alfonso Rampino del Pd. Passa a maggioranza la soluzione della complicata vicenda dell’immobile Castello Pio di Casarano, approvata la transazione: la Provincia ha trovato un accordo con i privati.

Risolta anche la questione della galleria del castello di Cavallino: la Provincia la cederà al Comune di Cavallino a titolo gratuito per consentire di farne un centro stabile di eventi culturali che continueranno a tenersi nel paese. Passa l’ordine del giorno che chiede il mantenimento del Tar e della Soprintendenza di Lecce, Brindisi e Taranto.

Il governo Renzi procede spedito come un treno verso le soppressioni, ma adesso ci sarà una battaglia in Parlamento da portare avanti con forza per evitare la marginalizzazione del Salento.

Un altro dei punti importanti del Consiglio provinciale è quello della manovra salva partecipate: un atto importante per cercare di far stare sul mercato la società Alba Service. Una modifica dello statuto permetterà la partecipazione ai bandi pubblici. Salento Energia e Alba Service si possono salvare solo così: con la partecipazione ai bandi pubblici e con la modifica della disciplina dei contratti per innalzare il tetto degli affidamenti diretti. Per salvare 150 posti di lavoro della partecipata della provincia è necessario individuare fonti alternative di finanziamento.

Lo Svuota Province azzera i trasferimenti statali e trasforma l’ente in un’assemblea di consiglieri e sindaci con competenze ridotte a edilizia scolastica e pari opportunità. Adesso che le partecipate non possono essere più salvate da questo ente, la sfida è nel confronto con i privati, sul libero mercato. 

 

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