Primarie, Schittulli scende in campo. Fitto riprende la battaglia da Bari

BARI- “E’ cieco chi mi vede lontano da Forza Italia, non rinuncio alle mie idee”, aveva scritto qualche giorno fa, sul suo blog, Raffaele Fitto. Eppure il “cerchio magico” forzista raccolto attorno a Silvio Berlusconi che ha affidato il timone della milizia personale all’ex direttore del Tg4 Giovanni Toti, sperona con violenza la vettura dell’esponente salentino per cercare di portarlo fuoristrada. Minandogli il sentiero con colpi bassi che puntano a logorarne la tenuta: così, Toti e soci dopo aver chirurgicamente promosso un evento in concomitanza con l’appuntamento pubblico convocato a Napoli da Fitto per ringraziare gli elettori che lo avevano incoronato alle europee mister preferenze in forza del bottino di 285mila voti, con l’ex ministro pronto a rinviare per non esacerbare il clima, hanno bissato lo sgambetto a Milano con le stesse modalità del precedente partenopeo, inducendo il ras magliese a tirare un tratto di penna anche su questo appuntamento. E la temperatura, nella pentola azzurra, diventa incandescente.

Dopo i 2 colpi bassi griffati cerchio magico Fitto riparte dalla Puglia, da Bari, dove si appresta a confrontarsi con la truppa di consiglieri regionali e a rilanciare in pubblico l’imperativo “primarie sempre e ovunque”. Dalle postazioni di vertice alle caselle territoriali, ma se il nodo non verrà sciolto a Roma, difficilmente si potrà mettere mano – in concreto – alla macchina organizzativa delle consultazioni pugliesi nel campo moderato, incalzato da un centrosinistra in cui la fame di Michele Emiliano detta, e accelera, i tempi delle scelte all’interno del perimetro progressista.

Il presidente della provincia di Bari, Francesco Schittulli, fino ad oggi ostile al metodo di selezione delle candidature mediante legittimazione popolare, ritira la bussola e si dice pronto ad affrontare le primarie per la scelta del frontrunner di centrodestra, cambio di rotta volto ad imprimere una sterzata all’impasse causato anche dall’assenza di un segnale univoco, definitivo, proveniente dalla cabina di comando azzurra.

Schittulli scioglie la riserva per sottrarre alibi a chiunque fosse pronto a rimproverargli la volontà di essere della partita solo a condizione di un’investitura senza primarie, e il passo avanti del presidente della provincia di Bari produce l’effetto di puntare i riflettori sui suoi possibili competitor, a partire da quel Paolo Perrone in posizione di attesa anche e soprattutto perché se decidesse di gareggiare per la conquista dello scranno regionale più alto dovrebbe lasciare Palazzo Carafa da subito, non già da eventuale eletto, e le nebbie che gravano sulla partita dell’ex ministro degli affari regionali, unitamente al fatto che Schittulli – a differenza del primo cittadino di Lecce – lasci un’ente destinato di fatto a essere svuotato, inducono Perrone a guardare a Bari con molta prudenza.

Sul versante degli ulteriori – eventuali – partecipanti alle primarie di centrodestra, il coordinatore pugliese degli alfaniani, Massimo Cassano, lancia segnali chiari: “Bene l’apertura di Schittulli che riconosce a Nuovo centrodestra – afferma – il ruolo di un partito che in Puglia raccoglie oltre il 7%. Francamente non vorremmo ripetere l’esperienza – terribile – delle amministrative di Bari e siamo pronti a sederci con convinzione al un tavolo di centrodestra politicamente omogeneo. Ad oggi – chiude e ammonisce l’esponente di governo – non c’è nessuna possibilità di accordo con Emiliano, ma se non prevalesse lo schema Schittulli non saremmo solo noi a sfilarci. Sarebbe lo stesso presidente della provincia di Bari a gettare la spugna”.

 

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