La strategia del silenzio per togliere visibilità a Fitto e ai ribelli

LECCE- Fitto è risentito. Berlusconi ha disertato l’Ufficio di presidenza: niente resa dei conti. Un colpo di scena studiato dall’ex Cavaliere con l’intento di togliere visibilità ai dissidenti. Comincia la strategia del silenzio per isolare i ribelli, ma Fitto non molla e studia il modo per mettere con le spalle al muro i vertici del partito.

“Dovremo aspettare il prossimo ufficio di presidenza, perché, comunque, una riflessione sul risultato elettorale bisognerà farla”- ha spiegato il leader di Maglie ai suoi. Intanto, la strategia è quella di continuare a prendersi la scena sui giornali. Mosse e contromosse, cerchio magico berlusconiano contro la minoranza fittiana, perfino nella manifestazione di Napoli, dove l’ex ministro salentino non ci andrà e forse nemmeno Mara Carfagna.

Fitto aveva organizzato per primo un evento per ringraziare il popolo della Campania, che ha contribuito a farlo arrivare oltre quota 284 mila voti, ma ci hanno pensato i vertici forzisti a togliergli la scena, organizzando una manifestazione nazionale del partito nello stesso luogo: venerdì 13, un giorno che non ha portato bene al politico di Maglie. Ora la strategia dei fedelissimi di Berlusconi è il silenzio. Toti cerca di ammorbidire i toni e nega che ci sia una guerra interna al partito. Qualcuno avverte che, alla fine, l’ex ministro di Maglie andrà a Napoli, dove ci sarà anche Francesca Pascale, ma lui spiega che non se ne parla proprio. “Sono stato invitato con una mail – ha chiarito Fitto su La 7- nemmeno una chiamata. Non andrò a Napoli: ho già fatto un gesto di distensione annullando il mio ringraziamento agli elettori”.

I nervi sono tesi e ancora non c’è nulla da fare per la discussione che Fitto chiede da tempo: la sua proposta consiste nel rifondare Forza Italia e indire le primarie per tutte le cariche del partito, dai territori ai vertici nazionali. A Berlusconi, però, non piace essere tirato per la giacchetta: lui preferiva le cooptazioni dei mille, portate avanti da Toti e Cattaneo, quest’ultimo stroncato nelle recenti elezioni per la gioia dell’ex ministro di Maglie.

Il dibattito nazionale avrà degli inevitabili riflessi anche sulla corsa alle regionali: sono sempre più insistenti le voci di una possibile candidatura di Fitto a governatore della Puglia. Secondo i fittiani, fantasie pure, perché in campo c’è Schittulli, mentre Perrone, dopo il deludente risultato leccese, potrebbe aver rinunciato alla corsa regionale per restare alla guida del comune leccese fino alla scadenza del suo mandato. 

 

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