Addio Imid, la Regione cancella il centro d’eccellenza

CAMPI SALENTINA- È bastata una firma alla fine di un foglio lungo appena 4 pagine per cancellare anni di lavoro che hanno portato il Salento a spiccare come eccellenza nella sanità italiana, che spesso si rende famosa per ben altri motivi. Un colpo di spugna e il centro Imid di Campi Salentina non esiste più.

La delibera con la quale si cancella definitivamente il centro di riferimento nazionale nella cura delle malattie rare è stata firmata nell’ultima seduta della Giunta regionale. E ora le conseguenze per i pazienti sono pesanti.

Ma andiamo per gradi. Nel 2011 la Regione Puglia, con l’allora assessore Tommaso Fiore, avvia una ricognizione delle strutture presenti su tutto il territorio per inserire quelle risultanti idonee nella rete nazionale per la prevenzione sorveglianza e diagnosi delle malattie rare istituita dal Ministero della Salute.

Dopo ispezione da parte del Coordinamento delle malattie rare, il centro Imid di Campi Salentina fu ritenuto l’unico in Puglia ad avere requisiti necessari e rispondenti a quelli fissati e su base nazionale e su base regionale. Ovvero: comprovata esperienza diagnostica e terapeutica delle malattie rare

Dunque la Giunta regionale approvò una delibera ufficiale con la quale si istituiva il Centro Imid nell’Ospedale di Campi, ne riconosceva l’alta specializzazione in Malattie rare da uranio impoverito, metalli pesanti, malattie da iperattività multipla ambientale tra le quali la Mcs, la sensibilità chimica multipla. Nel 2011 a seguito del Piano di rientro si è confermato il centro Imid nella struttura di Campi che però da ospedale diventava Presidio territoriale per le criticità con particolare riferimento alle malattie immunomediate e ambiente correlate.

Responsabile della struttura, il dott. Mauro Minelli. Nel frattempo la Regione autorizza l’Imid ad autorizzare a sua volta i cittadini pugliesi più gravi a ricorrere a cure di altissima specializzazione all’estero o nel resto d’Italia.

Nel 2013, però, scoppia una polemica infinita che culmina con le dimissioni dello specialista responsabile del centro. Regione Asl consapevoli dell’importanza del centro si prefiggono l’obiettivo di trovare un professionista di pari livello. La ricerca va avanti per un po’ ma finisce con un nulla di fatto.

La Regione dunque decide di cancellare definitivamente il centro, che nel frattempo orfano dello specialista che lo aveva creato con l’allora assessore Fiore.

Il direttore generale della Asl, Valdo Mellone, in tutto ciò si dice sorpreso da questo colpo di spugna. “Non avevo avuto nessuna avvisaglia – dice. Nei mesi scorsi ho avviato una capillare ricerca di un professionista che potesse garantire gli stessi livelli assistenziali del predecessore. Ho contattato alcuni specialisti che avevano anche dato la propria disponibilità. Ma nessuno di questi ha garantito di poter riprendere l’attività ai livelli che avevamo raggiunto”.

Il punto è questo: sono malattie così rare e estremamente delicate che non possono essere trattate da chiunque. Occorre specializzarsi in questo per poter assicurare livelli di assistenza tali.

E non solo. Ora si perderà quella fetta di mobilità attiva che da sempre ha caratterizzato Campi. Il centro Imid riceveva nelle prestazioni ambulatoriali il 47% pazienti dalle altre province pugliesi e per il 41% da fuori regione. Percentuali che nei ricoveri erano molto più alte raggiungendo picchi del 66% di provenienze extra-provinciali.

Adesso  il risultato è che la Asl ha perso soldi, il Salento ha perso l’eccellenza, i pazienti hanno perso le cure e non solo in Puglia ma anche altrove visto che, assieme all’Imid, viene revocata anche l’autorizzazione di assistenza all’estero o altrove. Una sconfitta per tutti.

 

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