La Regione impugna il ddl Delrio in zona Cesarini, entusiasmo nel Salento

LECCE- Nelle scorse ore, la giunta regionale ha deciso di impugnare il ddl Delrio in zona Cesarini, quando mancavano 24 ore alla scadenza dei termini. Sarà un avvocato toscano, Marcello Cecchetti, a portare avanti i rilievi contenuti nell’ordine del giorno insieme agli altri che la giunta ha inserito per contestare la legge del governo Renzi.

Secondo la giunta, il ddl ha invaso le competenze costituzionali spettanti agli enti locali. Le città metropolitane non possono essere istituite senza una riforma costituzionale. “A questo rilievo fondamentale bisogna aggiungere il rischio di marginalizzazione di territori, la non elettività delle province che viola i principi costituzionali del suffragio universale, previsti dalla carta europea recepita dal governo italiano”, avvertono gli addetti ai lavori. “Esprimo la mia soddisfazione per aver condotto una battaglia in consiglio regionale, con altri 10 colleghi, che mira ad evitare la marginalizzazione dei territori e la prevaricazione baricentrica”- ha spiegato Luigi Mazzei.

“L’avevamo auspicata una posizione del genere, perché siamo convinti che il decreto Delrio, trasformato in legge, rischia di gettare nel caos i territori. Assolutamente positiva la decisione della Regione” – ha commentato il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone

“L’impugnazione avviene con 14 motivi, le regioni che hanno impugnato insieme a noi ritengono che il decreto incida su competenze che sono regionali per quanto riguarda l’istituzione di città metropolitane- spiega l’assessore Loredana Capone – , ma, soprattutto, il decreto interviene su funzioni che la costituzione attribuisce alle regioni”.

La regione ha fatto quello che il professore Portaluri chiedeva da tempo. “Si tratta di un’iniziativa politica doverosa -chiosa l’amministrativista salentino- non conosco tutti i motivi, per fare una valutazione accurata dell’iniziativa. Sarà necessario avere il ricorso davanti alla Corte Costituzionale. Certo, in questi casi, la Corte è chiamata a decidere in base a criteri che sono di necessità al confine tra valutazioni giuridiche e considerazioni di natura politica. Dobbiamo comunque augurarci che prevalga il buon senso e che la consulta dichiari l’incostituzionalità di una legge che allontana ancora di più i cittadini dalla partecipazione diretta alla vita delle istituzioni rappresentative”.

Il Movimento Regione Salento più volte ha chiesto a Delrio di puntare su una riforma costituzionale organica con 36 regioni più efficienti e vicine al cittadino, basandosi sullo studio della Società Geografica Italiana, ma l’uomo più vicino a Renzi ha preferito fare in fretta, col risultato di dare vita alla stagione di ricorsi costituzionali portati avanti da diverse regioni.

“La Regione ha impugnato presso la Corte Costituzionale il decreto Delrio sull’abolizione delle Province e citta’ metropolitane. BENE. Esiste il pericolo di essere fagocitati da Bari nella ricezione dei finanziamenti, ma e’ ancora pococommenta su facebook il presidente del Movimento Regione Salento, Paolo PagliaroManca una riforma seria e organica degli assetti istituzionali. Noi ce l’abbiamo, ma i poltronifici fanno troppa gola e l’attuale classe dirigente non potrebbe condividere una proposta moderna per uno Stato efficiente in grado di dare risposte concrete ad ognuno di noi”.

NUOVA CARTINA 36 REGIONI

 

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