Eni, raffineria bloccata fino a domani

TARANTO- Proseguirà almeno fino al tre giugno lo stop all’uscita delle autocisterne dalla raffineria Eni di Taranto con i carichi di benzina e gasolio. Mercoledì mattina è stato convocato un nuovo vertice in Prefettura.

I trasportatori tarantini aderenti al consorzio Lts – logistica, trasporti e servizi ( 150 dipendenti) – contestano all’Eni il passaggio dell’appalto del 50 per cento delle attività di trasporto della raffineria a due imprese del Nord: Gavio e Bertani, e il restante 50 alle realtà locali.

L’Eni ha anche previsto che una quota del 15 per cento passi dalle due imprese settentrionali in subappalto alle imprese ioniche. Una ipotesi non condivisa dalle aziende del Nord. Ogni giorno dalla raffineria di Taranto partono tra 200 e 250 autocisterne. I rifornimenti delle nostra Regione oltre che della Basilicata e parte di Campania e Calabria.

Per ora l’emergenza è stata controllata: Eni e Prefettura hanno individuato per Taranto e provincia 15 stazioni di servizio a cui garantire gli approvvigionamenti. E sono stati messi in guardia  anche i depositi di Gaeta, Vibo valentia per non lasciare a secco le aree più lontane da Taranto.

Quello dello stop all’appalto alle ditte locali rischia di diventare un altro durissimo colpo all’economia locale. Eni , da parte sua, ha giustificato la decisione con l’ indagine della Guardia di Finanza: si è scoperto che c’erano trasportatori e dipendenti Eni che truffavano la raffineria con furti di carburante. L’Eni ha licenziato i dipendenti infedeli.

 

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