Tasi, Monosi pensa ad abbassare l’addizionale di almeno 3 punti

LECCE- “L’aliquota Tasi sarà del 2,5: solo così riusciremo a coprire il taglio del governo centrale di circa 8 milioni”. Monosi è drastico su questo provvedimento, non si può fare nessuno sconto. “Si tratta dell’aliquota massima, considerando il fatto che sugli immobili diversi dall’abitazione principale non abbiamo previsto imposta”- spiega . Ma c’è una novità: l’assessore al Bilancio del Comune di Lecce ha pensato ad alcuni importanti ritocchi: c’è la possibilità di ridurre l’addizionale.

La Tasi, infatti, è composta da una aliquota base che non può superare il 2,5 per mille più l’addizionale, che non può superare lo 0,8: proprio in quest’ultimo caso Monosi promette di applicare uno sconto di almeno tre punti. Solo per l’addizionale l’amministrazione leccese potrà evitare, dunque, di chiedere ai cittadini il massimo previsto.

In gioco c’è il bene più prezioso per molti cittadini: l’abitazione principale. Per rendere meglio l’idea basta fare un esempio: per un appartamento, classificato A 3, di 120 metri quadri, si pagherà, al netto delle detrazioni, tra i 90 e 140 euro; ma sulla stessa superficie, se si tratterà di zona residenziale, con un immobile classificato A2, si sborseranno dai 130 – 230 euro.

Sono oltre duemila i Comuni che hanno pubblicato le delibere con le aliquote Tasi e in cui, quindi, la prima rata dell’imposta potrà essere pagata il 16 giugno.

Per tutti gli altri comuni, compresa Lecce, c’è tempo fino al 31 luglio: i leccesi potranno pagare, quindi, a settembre e non più a giugno. La delibera sulla Tasi è stata ritirata nello scorso Consiglio comunale: adesso bisognerà ripresentarla con le modifiche pensate dall’assessore Monosi. Dai banchi dell’opposizione, però, storcono il naso. Rotundo non si fida della pensata dell’assessore al Bilancio, “perché l’addizionale dello 0,8 serve per operare le detrazioni nei casi previsti”.

“Attendiamo il nuovo provvedimento – spiega il consigliere del Pd- ma resta il punto critico: i problemi di bilancio del comune, procurati negli scorsi anni, si riversano sulla Tasi e quindi sulle tasche dei cittadini. C’è da considerare il fatto che abbiamo già l’Imu e l’addizionale Irpef al massimo. Alcuni contribuenti saranno costretti a pagare di più con il passaggio dall’Imu alla Tasi, mentre in altri comuni non è andata così”- conclude Rotundo.

 

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